Se non tieni un diario,nella 40ena,che 40ena è ? E così decisi di scrivere tutto quanto stava succedendo...

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Re: Se non tieni un diario,nella 40ena,che 40ena è ? E così decisi di scrivere tutto quanto stava succedendo...

Messaggioda Giglio rosso » martedì 12 maggio 2020, 8:50

sandro ha scritto:1787

La buona è che c’era la busta gialla commerciale di Michele,
alias Giglio Rosso,che mi mandava una dozzina di rose. (no,di semi di zucca)
Grazie.Bel gesto,quasi d’altri tempi.

.

Ancora a ringraziare?
Per le buste gialle =)).. ... Le buste bianche sono introvabili credimi, pure i francobolli sono merce rara, per quello è stato un gesto d'altri tempi x_x le lettere e le cartoline ormai sono un anacronismo purtroppo.
Non occorre una religione per dirti ciò che è giusto o è sbagliato; Se non sai distinguere il bene dal male non ti manca la religione ma la coscienza.
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Re: Se non tieni un diario,nella 40ena,che 40ena è ? E così decisi di scrivere tutto quanto stava succedendo...

Messaggioda Giglio rosso » martedì 12 maggio 2020, 8:53

Iceman ha scritto:Eh i gatti sono tremendi .. il loro istinto predatore non si smentisce.. io ne ho due a casa ed una delle due è una minaccia costante per passeriformi in genere
debbo fare sempre attenzione quando sono fuori in terrazza

Si, vero... Anchrle se alla luce di altri indizi emersi riprende quota l'ipotesi cani
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Re: Se non tieni un diario,nella 40ena,che 40ena è ? E così decisi di scrivere tutto quanto stava succedendo...

Messaggioda sandro » martedì 12 maggio 2020, 22:33

Martedi 12 maggio minima di 14° circa san Pancrazio
Tempo che non sa cosa fare,variabile,nuvolo,sole.
Oggi la passerò di nuovo sull’isola,lavorando.
E un po’ sollevato per l’accordo anticipato ad ieri fra Governo e Governatori.
I Governatori potranno decidere le modalità di riapertura,
ed il Governo avrà la facoltà di intervenire,
in caso di recidive dei contagi, fuori dai parametri.

Seminati dodici semi di zucca Hokkaido. Due tenuti di scorta.
Piantate anche due patate dolci,in due postazioni diverse.
Se tutto va bene,tra zucche normali,zucche potimarron e patate dolci,
ce ne saranno per sfamare parecchie persone.

Vedremo.

Giornata interlocutoria. Segnata dall’inizio del solito balletto di previsioni/congetture
sulla prossima apertura del 18 maggio.

Amici si,amici no,barbieri si,barbieri forse,autocretinazioni si,autocretinazioni no.
Mi viene voglia di staccare la spina e riattaccarla domenica sera.

Ancora discesa parametri,ma che non sono significativi riguardo la fase 2 del 4 maggio.
Gli effetti,se ce ne saranno,solo verso il 20 maggio.
Lombardia,Piemonte ed Emilia Romagna rischiano ancora tanto.

Vedremo.
Assenza,
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Re: Se non tieni un diario,nella 40ena,che 40ena è ? E così decisi di scrivere tutto quanto stava succedendo...

Messaggioda sandro » giovedì 14 maggio 2020, 6:36

Mercoledi 13 maggio min. 15,2°circa B.V.Maria di Fatima
Il sole è sorto alle ore 5,45 e tramonterà alle 20,14
Qui a Caprera. A Caserta uguale.

Stamane tutti i giornali online danno la fine dell’autocretinazione per domenica 17. Sperem.
Leggo stasera che,probabilmente,l’autocretinazione sarà necessaria
solo per gli spostamenti fuori regione.
Andare a trovare mia figlia e mia nipote a Roma,non sarà ancora possibile.

Chi l’ammuort !
A questo punto,mi sono rotto gli zebedei.
Giovanni e Giacomo non me ne vorranno.

Al prossimo giro,voterò ………………………………………..scheda bianca..
Mai a destra.
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Re: Se non tieni un diario,nella 40ena,che 40ena è ? E così decisi di scrivere tutto quanto stava succedendo...

Messaggioda Iceman » giovedì 14 maggio 2020, 10:56

Beh finalmente sei d'accordo con me con scheda bianca olè... =))

Caro Sandro questo virus ha messo in mostra un atteggiamento tipico del'italiano odierno.. L'idiozia.. il termine Covidiota mai fu più azzeccato secondo me all'uopo. Purtroppo come dicevano i nostri avi, il troppo stroppia e in effetti è andata cosi..L'autodeficientinizzazione, la guantinazione e la mascherinizzazione hanno superato il limite di guardia..

Ieri ero al supermercato.. una delle donne che vi lavora tutto il giorno lamentava con la collega alla cassa che la sera tornava a casa con il mal di testa e una signora cliente anch'essa ribadiva la stessa cosa..

ho spiegato loro, brevemente, perché con i covidioti devi essere rapido e coinciso altrimenti si innervosiscono rapidamente, che l'uso prolungato di una mascherina comporta un effetto molto semplice..

Re-inspiri per tutto il giorno l'anidride carbonica che espiri e che rimane intrappolata in gran parte tra la bocca il naso e la mascherina.. è normale quindi avere sonnolenza e mal di testa a fine giornata. Vorrei ricordarle ( care covidiote pensavo tra me e me) che la nostra respirazione funziona esattamente come scritto sui libri di 5^ elementare o volendo sui vostri smaglianti cellulari potreste trovare la stessa info su wikipedia... info che riporto qui per evidenziare quando l'uomo (inteso come genere quindi sia maschio che femmina) sia "STUPIDO"

La respirazione consiste nell'assunzione di ossigeno e nell'eliminazione di anidride carbonica e avviene in due fasi: inspirazione ed espirazione. Nella prima l'aria dopo aver attraversato le vie aeree superiori e i bronchi penetra negli alveoli polmonari, nella seconda i polmoni espellono l'aria.

Ebbene se quest'aria che viene espulsa te la respiri dinuovo sono cazzi tua... e con essa non respiri solo l'anidride carbonica ma anche i batteri e i virus in essa contenuti e che magari il tuo corpo vorrebbe espellere all'esterno.. invece tu che fai ? ne conservi una parte tra la mascherina e il tuo apparato esterno respiratorio.. bravo/a bene bis.. a parte i batteri saprofiti che , lo dice il nome, se ne "approfittano" virus e quant'altro saranno ben felici di non abbandonare facilmente il tuo corpo..

Covidiota il termine nuovo per la 3 Cani 2020 =))
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Re: Se non tieni un diario,nella 40ena,che 40ena è ? E così decisi di scrivere tutto quanto stava succedendo...

Messaggioda leo95nf » giovedì 14 maggio 2020, 16:30

Comunque a me 'sta quarantena forzata mi ha proprio "destabilizzato", e approfitto di questo spazio di Sandro per raccontare un po' le mie sensazioni, in maniera catartica.

Mi sono accorto che in questi anni forse mi sono troppo dedicato allo studio, il che è anche giusto, ma mi sono davvero accorto che vivevo solo per quello.
Certo, avevo degli obiettivi per dopo la triennale che volevo raggiungere, ma mi sono reso conto che forse, allo stato attuale, non erano più tanto realizzabili. Poi è arrivata questa chiusura forzata, che ha messo davvero fine ad ogni speranza di poter concludere il mio percorso di vita altrove. Avevo delle idee, che purtoppo non ho potuto (ancora) inseguire.
Poi sono giunti alcuni "schiaffi" sentimentali, altre realtà con cui dover fare i conti per forza; altre "illusioni" da salutare...

Questo ha infliuto anche sulla mia permanenza sul forum, che insieme ai suoi "inquilini" reputo una seconda casa, un luogo in cui staccare.
Ho vissuto settimane di apatia, avevo perso davvero la voglia. Mai successo con la meteo, né coi miei studi. E allora mi sono reso conto di dover cominciare un lavoro nuovo su di me, forse senza la quarantena non lo avrei capito, o perlomeno non così.

Vi ringrazio per questo spazio, spero non secchi a Sandro, ma erano delle considerazioni che non riuscivo a tener più dentro e mi sono detto, perché no... magari sarà "divertente" leggerle tra qualche anno e vedere dove sono arrivato.
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Messaggioda sandro » giovedì 14 maggio 2020, 18:29

leo95nf ha scritto:

Vi ringrazio per questo spazio, spero non secchi a Sandro, ma erano delle considerazioni che non riuscivo a tener più dentro e mi sono detto, perché no... magari sarà "divertente" leggerle tra qualche anno e vedere dove sono arrivato.


Ma veramente fai ?

Sono veramente contento di aver convinto anche te.
Spero che tu possa essere d'esempio ad altri.
Un giorno rileggeREMO e rileggeROMOLO....

Magari troverò pure un editore,e diventeREMO ( o diventeROMOLO ) famosi !!!
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Messaggioda leo95nf » giovedì 14 maggio 2020, 18:51

Grande Sandro! :D

Anche se non commentavo, ho letto quasi tutti i tuoi interventi.

La spensieratezza ed il quotidiano hanno aiutato molto!
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Messaggioda sandro » giovedì 14 maggio 2020, 21:31

Giovedi 14 maggio min circa 20° sabbia e poche gocce d’acqua ovunque.

San Mattia. Il mio nipotino .
Oggi sono andato a sorpresa a trovarlo,verso le 12,30
Gli ho regalato dei soldini ed un set di penne della Juventus.
Contento come una Pasqua. Il padre,tifoso Napoli,un po’ meno.

Poi farmacia,vivaio per piante innestate di melanzane e pomodori.
C’è stato un assalto alle piantine da orto innestate,
Ho trovato solo ciliegino e piccadilly,niente San Marzano.
Ne parlerò nel topic dedicato agli orti.

Niente controlli,per le strade.Come prevedevo,anche le forze dell’ordine hanno tirato i remi in barca.
Giustamente,dico.
Sono uscito tre volte dal 4 maggio,e devo dire che il traffico è abbastanza scarso.

Si parla della sindrome della capanna
.
Sindrome della capanna: paura di uscire dalla quarantena
14 Maggio 2020
Molti italiani in questo momento stanno sperimentando paura e ansia all'idea di uscire dal confinamento. Al punto che preferirebbero restare a casa. Questo fenomeno psicologico non è nuovo. Vediamo in che cosa consiste e con quali strategie si può affrontare.

• I processi cognitivi nella psicopatologia
• Molestie sul posto di lavoro: gli effetti
• Ipocondria ai tempi del Coronavirus
Paura all’idea di uscire nuovamente in strada. Ansia di dover riprendere i nostri impegni al di fuori delle pareti domestiche. La sensazione che in casa abbiamo tutto quello che ci serve e che, a questo punto, non cambi nulla allungare la quarantena di qualche settimana… Questa dimensione emotiva in psicologia è chiamata sindrome della capanna e, curiosamente, sta colpendo un gran numero di persone.
Vi sorprende? Chi di noi non vede l’ora di riprendere contatto con il mondo reale, la strada, la luce del sole e il tepore della città o del quartiere? Eppure, all’atto pratico, sono centinaia le persone che si sentono invadere da una sensazione di angoscia alla sola idea di varcare la soglia di casa.
La prima cosa da chiarire è che si tratta di una reazione normale: non si tratta di un disturbo psicologico. Aver trascorso tante settimane isolati ha abituato il nostro cervello a quella sicurezza che troviamo solo tra le quattro pareti domestiche.
A questo dobbiamo aggiungere un’altra considerazione: il Coronavirus non è scomparso. Il rischio di contagio è ancora presente ed è comprensibile che la paura di ammalarsi aumenti l’insicurezza e il timore di uscire. La sindrome della capanna, o cabin fever in inglese, è un’esperienza già descritta all’inizio del XX secolo. Vediamo di cosa si tratta.

Che cos’è la sindrome della capanna?
Le prime descrizioni cliniche della sindrome della capanna risalgono al 1900, epoca della corsa all’oro negli Stati Uniti. I cercatori erano costretti a passare mesi interi all’interno di una capanna.
L’isolamento, dettato dalla necessità di concentrare l’attività in determinati periodi dell’anno, faceva sentire i suoi effetti: rifiuto di tornare alla civiltà, sfiducia nei confronti del prossimo, stress e ansia.
Un quadro sintomatologico comune anche nei guardiani dei fari, prima dell’automatizzazione, e che ben si adatta all’attuale situazione di quarantena. Gli psicologi hanno quindi rispolverato la sindrome della capanna per spiegare la realtà che in questo momento molte persone stanno vivendo. Ma cos’è la sindrome della capanna ?
Come riconoscere la sindrome della capanna?
• Uno dei sintomi più comuni è la letargia. È tipico di questa condizione sentirsi stanchi, con braccia e gambe intorpidite, necessità di lunghi pisolini e difficoltà ad alzarsi al mattino.
• Si possono sperimentare sintomi cognitivi come difficoltà di concentrazione e scarsa memoria.
• Demotivazione.
• Voglia di determinati cibi per calmare l’ansia.
• La sindrome della capanna si manifesta spesso con un quadro emotivo specifico: tristezza, paura, angoscia, frustrazione.
• La caratteristica più evidente, d’altra parte, è la paura di uscire, che spesso viene camuffata. Chi soffre di questa sindrome si limita a esprimere poca voglia di uscire perché sta bene in casa, dove c’è tutto quello di cui ha bisogno.
Paura di tornare alla normalità. Che fare?
La sindrome della capanna è più diffusa di quanto non si pensi, tant’è che l’Università di Pechino ha già elaborato una scala per valutarne l’incidenza.
Non si tratta certamente di una sensazione confortevole, soprattutto in un coro di persone che morde il freno per recuperare la propria vita, la normalità, la possibilità di uscire. È importante, quindi, comprendere e rispettare l’atteggiamento di chi, in questo momento, non aspetta con piacere la fase in cui potremo riprendere contatto con il mondo esterno. Ecco alcune strategie utili da seguire.
Darsi tempo, le sensazioni provate sono comprensibili
Come abbiamo detto, la sindrome della capanna non è un disturbo psicologico. Descrive semplicemente una situazione emotiva normale dopo un contesto di isolamento durato diverse settimane. Non alimentate, quindi, paura e ansia con il pensiero di aver perso il controllo della situazione. Le emozioni che provate sono del tutto comprensibili.
La soluzione è darvi tempo. Non è obbligatorio uscire oggi se non vi va. Potete procedere a piccoli passi. Cominciate arrivando al portone di casa, apritelo senza uscire. Domani potrete fare qualche passo e tornare indietro. Quando sarete pronti, potrete azzardare una passeggiata.
Abitudini e obiettivi
Il cervello ha bisogno di routine per gestire il tempo, sentirsi al sicuro e non dare troppo spazio alla ruminazione. Per ridurre gli effetti della sindrome della capanna, provate a ridurre il tempo del riposo, evitando soprattutto di passare molte ore a letto o facendo lunghe pennichelle.
Stabilite una routine e seguitela. Dividete la giornata in momenti di lavoro o pulizia della casa, tempo per mangiare in modo sano e fare esercizio fisico. E, cosa più importante, stabilite un’ora in cui uscirete di casa.

Cercare supporto se se ne avverte il bisogno
Quando l’idea di uscire da casa terrorizza e non tende ad alleviarsi, è importante chiedere aiuto. Se sentite che vi è impossibile varcare la porta o che il semplice fatto di immaginarvi in strada vi genera ansia, potrebbe essere il caso di cercare un aiuto professionale.
Stiamo vivendo una situazione senza precedenti e in questi mesi dovremo affrontare molteplici sfide psicologiche. Dobbiamo essere preparati, diventare più sensibili, più umani e stare vicino agli altri, in modo da superare insieme questa crisi.

Spero che sia chiaro,non è una malattia,ma una sensazione che colpisce
,in particolar modo,i professori,che sentono troppo le loro responsabilità di educatori.
La mia si chiama “sindrome della capanna su un’isola”
E’ una variante della prima,con il vantaggio,notevole,di essere su una piccola isola,
con un solo pontile e con una popolazione di due sole persone.

Anche oggi i parametri non risentono granchè della fase 2.
Dopo dieici giorni,è abbastanza consolatorio.
Assenza,
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Messaggioda sandro » venerdì 15 maggio 2020, 21:42

Venerdi 15 maggio min 17° Venticello Sant’Isidoro
Il sole è sorto alle ore 05,43 e tramontato alle ore 20,16 Il culmine è stato alle 12,59
Luna all’ultimo quarto,visibile al 47%

Arrivano notizie da Roccamonfina. Sembrerebbero in uscita miceti.

La notizia è verosimile, ma come in politica, le false notizie in micologia sono frequenti.
La mia fonte riservata tace. Interpellata per telefono smentisce tutto.
Dice che è presto e fa troppo caldo e che se piove in settimana usciranno a fine mese.

Sulla mia isoletta clima tranquilo.
Mattinata passata a zappare nel giardino
.
Posseggo due decespugliatori.
1) Decespugliatore a scoppio,perennemente scassato.Oltretutto con un tendine rotto alla spalla,
mi è difficile da usare,quelle poche volte che si accende.
2) Decespugliatore elettrico,funzionante ma meno efficiente del primo.
3) Varie zappe a conduzione manuale.
Dopo una mezzoretta di uso del decespugliatore elettrico,sento un vago odore di surriscaldamento.
Non era il mio tendine. Anche le anche a posto.
Mi fermo e decido di usare la zappa. Con mia sorpresa somma,vado bene.
E così ho fatto uso della zappa,(una di quelle possedute),dopo 24 anni.

Parlo,parlo,parlo,scrivo,scrivo,scrivo
Ma la mia mente è staccata da tutto e da tutti..
Penso solo a lunedi 18,dove per me,finisce un incubo.

Intendiamoci,non sarà per me un “liberi tutti”,ma semplicemente
Un poter muoversi senza l’incubo di incontrare qualcuno che magari,
è andato in bianco la sera prima,e se la prende con te.
Non gli sta bene la tua autocretinazione,e ti fa una bella multa.
Lo so,questo può capitare nel 2,22 % dei controlli,ma io lo temevo.

Per quanto riguarda il contagiare e/o l’essere contagiato,penso di poterlo governare.

Lunedi 18 maggio,per esempio,potrò accompagnare mia moglie dal dentista.
Potrò poi andare a prendere il mio nipotino di sette anni,
dopo 69 giorni,e portarlo a Piana e fargli i tubetti al sugo come prima.

Comprargli il pezzo di pizza e/o il parmareggio da 1 euro con le figurine,
fargli fare da Antonella la cotoletta di pollo,
fare una partita a dama con lui,
riportarlo a casa contando le macchine blu o verdi che incontriamo,
scoprendo che sono quasi tutte grigie.
Vedere quanti segnali stradali conosce,
e chiedersi,sicuramente :

per quale cacchio di motivo ci hanno tolto per 69 giorni tutto questo ?
Forse perché i milanesi hanno covato il virus per due mesi,senza saperlo ?
Perché la Sanità,dopo tanti tagli,era impreparata ?
O forse perché,per tanti giorni,tanti,troppi,giovani o no,erano convinti di essere immuni ?
Dai Navigli al lungomare di Napoli,dal Manzanarre al Reno,fino a Londra e New York,
passando per Madrid e Mosca,tutti hanno sottovalutato il problema ?
In tutto questo,nonno Sandro,Mattia ed Arianna e Samuele ,che centravano ?
Na cippa.

Tutti a dirci,in tv e sui giornali :
il coronavirus è ancora tra noi,
Andrà tutto bene.

Ma io,e come me tanti altri,sappiamo che il virus è solo una parte del problema.
Il grosso del problema siamo noi umani.
Fin che non terremo comportamenti adeguati,il virus sarà sempre contro di noi.
Speriamo in cure adeguate,in un vaccino,in un miracolo.

Ma oggi 15 maggio,dobbiamo essere consapevoli che il pericolo siamo noi.
Ovviamente non voglio essere semplicistico,non ignoro il grido di dolore
Di chi si deve assembrare per forza,per portare a casa qualcosa da mangiare,
di chi non ha la fortuna di avere un’isola tutta per se,una capanna in cui rifugiarsi,
di qualcuno che non ha qualcuno che lo aiuti nel bisogno,
e di tanti di cui nemmeno so come stiano, magari malati gravi senza cure…

Certo,non mi preoccupo,ora come ora,di chi si preoccupa
se potrà andare in vacanza al mare.
Ovvio che anche qui,c’è chi ha bisogno di chi va in vacanza.
E allora ?
Facciamo come il colibrì della prima pagina .
Per poco che sia,facciamo la nostra parte.
Stasera sono in anticipo,ma vorrei aspettare a postare,
per vedere notizie certe sul risultato dell’incontro Stato/Regioni.

E come temevo :
da corriere.it
18 maggio, slitta Dpcm sulle aperture. Governatori divisi sui poteri delle Regioni, la mediazione di Conte
I governatori hanno chiesto e ottenuto la riscrittura del sesto comma, che riguarda i loro poteri sulle riaperture delle attività economiche e produttive. La formulazione ha spaccato i presidenti e diviso il fronte leghista
di Monica Guerzoni

shadow
Una giornata infinita, scandita da vertici in video-conferenza con le Regioni e da un consiglio dei ministri iniziato alle 13, interrotto a metà pomeriggio e destinato a riprendere i lavori alle nove della sera. A questo punto Giuseppe Conte, se tutto va bene, dovrebbe riuscire a licenziare il decreto legge di un articolo che elimina dal 18 maggio ogni limitazione agli spostamenti all’interno del territorio regionale e vieta i trasferimenti nelle altre regioni fino al 2 giugno compreso.
Attorno a questo breve testo ha ruotato la giornata di Palazzo Chigi, perché i governatori hanno chiesto e ottenuto la riscrittura del sesto comma, che riguarda i loro poteri sulle riaperture delle attività economiche e produttive. La formulazione ha spaccato i presidenti, diviso il fronte leghista e costretto il premier a un lungo lavoro di mediazione. Il che ha comportato lo slittamento a sabato del Dpcm e della conferenza stampa di Conte, che (se pure non formalmente convocata) era attesa per venerdì sera


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Messaggioda sandro » sabato 16 maggio 2020, 22:25

Sabato 16 maggio min 18,5 foschia Sant’Ubaldo
Ultimo sabato di quarantena, Giornata di introspezioni,in attesa della liberazione.

sabato ha scritto:Secondo me molti saranno negativi al tampone ma positivi ai test sierologici.
Perché il virus è circolato e molti avranno preso la malattia con pochi e senza sintomi.
Specialmente i giovani.
Il che sarebbe un'ottima notizia,

Quoto al 100%

Mio figlio,militare,a Torino a novembre ha avuto febbre alta tosse.
In una settimana è guarito.
La moglie,insieme a lui niente.
La figlia di una nostra amica,di una vicina isoletta,che viveva a Londra,ci racconta le stesse cose.
Ha avuto una forte influenza(pareva essere),e data la giovane età e la salute buona, è guarita spontaneamente.
Un altro nipote di Antonella,imbarcato su una nave di crociera,ha avuto sintomi influenzali,guariti.



Probabilmente tre esempi che confermano le ipotesi di coinvolgimento presumibile di buona porzione della popolazione italiana.
Poi ci sono i morti.
Anziani con patologie, mal curati da medici impreparati.

Ventilati ed intubati,mentre magari ci voleva un po' di eparina per disostruire i trombi.
Ma sono sicuro,tutte le magnagne verrano al pettine.
Non sono un complottista,ma sono un realista.

Non ce l'hanno contata giusta,specialmente in Lombardia e Piemonte.
Ci hanno rotto i coiones,e forse non era necessario.
Hanno alimentato terrore ed ipocondrie varie.
E forse non era necessario.
Hanno tolto soldi alla sanità pubblica,non assolvo nessuno,destra e sinistra ormai,per me,pari sono.
hanno messo in ginocchio attività private.

E forse non era necessario.
Stanno imponendo misure demenziali alle attività commerciali,
bar e ristoranti in primis,poi spiagge e barbieri,estetisti e attività per la cura delle persone,
deentisti,podologi,ecc ecc
E forse non era necessario.

Hanno sospeso attività altamente meritorie come i centri antidiabetici,
le attività di analisi cliniche, le cure oncologiche,addirittura le ginecologie,dai,nessuno che si ricordi di come siamo nati...

Mi viene un dubbio ...
Sto scrivendo nel topic giusto ?

Si,ma devo copiare ed incollare nel mio topic...
Una cosa è certa :
Lo dico angosciato..
Mi vanto di avere pochi amici.
Non so perché.ma pecco in questo.
Lo dico convinto.
Ma non sono sincero
.
C’è Antonio,amico da sempre.
Cresciuto,dai miei 22 anni e dai sui 23,praticamente insieme.
Al punto che,dopo la tragica scomparsa della madre dei miei figli.
È stato lui,con la moglie,a farmi conoscere la deliziosa
mia attuale moglie.
Lui e Rosetta sono diventati i miei testimoni di nozze.

Poi c’è Miche le Philips,con il quale ho diviso anni
ed anni di impianti satellitari.

C’è Aldo Ciardiello,fedele aiutante per tanti anni.
Quando sono stato costretto a licenziarlo,per via delle
Mie coxoartrosi,la madre,pace all’anima sua,mi minacciò di vertenza sindacale.
Lui non fù d’accordo,e questo non lo dimenticherò mai.

C’è Abdel Aziz,maroccone generoso e con una forza invidiabile.
Trent’anni fa ho fatto quanto possibile per integrarlo,
compresa una fittizia residenza a casa mia.
Lui si ricorda tutto,e mi ripaga giorno per giorno,con la sua fedeltà
ed amicizia. Anche con servigi non pagati, O pagati simbolicamente.

Poi c’è Mastro peppe,genialissimo ex carpentiere,mi ha insegnato tantissimo.
Nonostante siamo entrambi nati nella classe di ferro 1955,
è avanti decenni.
Nato a Cesa di Aversa,ha vissuto nella cazzimma aversana,
prima che Campana. Fan di Totò,impersona appieno l’arte
del saper vivere.osservare, riflettere,sdrammatizzare,comprendere
e non farsi fottere. Mi ha insegnato a camminare in un bosco,
io che ci sono nato,osservando quello che calpesto ed incontro.
Troppa gente,cammina,calpesta e non vede dove mette i piedi

Ultimo aggiornamento amici,ma non ultimo :
Tonino Grasso.
Abita in una isoletta confinante,.
E’ l’icona vivente del buon esempio genitoriale,e non solo.
Lavora con successo in una primaria azienda agricola Nazionale.
Dopo il suo lavoro,aiuta dei parenti che hanno una attività di ristorazione e ,nonostante i lavori impegnativi,è sempre pronto ad aiutarti
In lavori dove ci voglia forza ed agilità,tipo aggiustare la canna fumaria,o fare modifiche murarie in casa,od aggiustare la serranda capricciosa.
Tutti lo vogliono,a cominciare dalla madre anziana.
Volente o volente ce lo dobbiamo spartire.


Questo è veramente bello,Amici che saranno sempre Amici.
Più di quelli che pensavo.

Ma non posso certo dimenticare quello che,forse,non posso
semplicemente considerare “amico”.
Purtroppo non c’è più.
Più che un amico,è stato il padre che ho perso troppo presto.
Aldo è stato per me,veramente il secondo padre.

Mi consola che abbia scampato questo scempio del coronavirus.
Dio mi ha ripagato della perdita prematura di mio Padre Pino.
Mi ha fatto incontrare ,in un temporale primaverile,Aldo,
Ci eravamo incontrati,rifugiandosi entrambi,sotto un porticato di certe casette prefabbricate,
nella Selva di San Salvatore Telesino.

Stavamo entrambi cercando gallinelle,funghetti gialli a forma di imbuto,che crescono nella Selva in primavera.
Era la primavera del 1990,e abitavamo vicino da pochi mesi,senza conoscerci.
Sapevo solo che aveva un grande cane nero,che veniva a fare
I suoi bisogni davanti al mio cancello.
Ricordo che andai a fare le mie rimostranze alla suocera,buonanima
E brava persona. Con Aldo ne abbiamo parlato più volte,e riso.

Diventammo più che amici,quasi padre e figlio.
Uscivamo in orari antelucani,anche senza speranza di trovare funghi,solo per il piacere di condividere uscite,
Insieme abbiamo fatto il primo esame per avere il tesserino micologico,
e ricordo che entrambi abbiamo esaminato noi gli esaminatori.
Esperti solo sulla carta,ma senza la nostra esperienza sul campo.

Scherzando ci descrivevamo “compagni di merenda.
Tutti e due puntuali,precisi,e rispettosi delle proprietà altrui.
Le castagne le compravamo a Marzano Appio,raccoglievamo solo funghi.

Nelle ore in macchina,parlavamo delle incomprensioni con
le rispettive mogli , e lui mi ha insegnato :
<<Se non litighi con tua moglie,con chi puoi litigare ?>>

Mi manca troppo Aldo,come mi manca mio padre.
Ora che è finita la quarantena,e tornerò nei castagneti di Rocca,
me lo vedrò accanto,sono sicuro.
Con gioia,perché lui vorrebbe così.
Assenza,
più acuta presenza.
Attilio Bertolucci, Sirio. 1929

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Re: Se non tieni un diario,nella 40ena,che 40ena è ? E così decisi di scrivere tutto quanto stava succedendo...

Messaggioda sandro » domenica 17 maggio 2020, 7:28

Domenica di Liberazione dalla chiusura per coronavirus.

17 maggio minima di 22,4° circa Foschia e venticello da EST.
San Pasquale di Baylon Santa Restituta
Il sole sorge sull’isoletta di Caprera alle ore 05,41
Tramonta alle ore 20,17 il culmine è alle 12,59.

Nella notte accordo definitivo fra Governo e Regioni.
Poveretti,hanno fatto la nottata.
Hanno avuto giorni e giorni per fare le cose per bene,
ma c’è stato bisogno della sceneggiata notturna.

In mezzo a tutti questi bla bla bla, i nostri prodi si stracciano le vesti,
paventando una ricaduta nella Pandemia.
Addirittura,parlando degli 800 nuovi posti approntati in Campania,
Vicienzo da per certa una nuova pandemia autunnale.
Potrebbe essere,ma dipende da noi,non dal Governo,ma solo da noi.

Anche se fa piacere sapere di questa previdenza,mi chiedo ?
Perché non si sono preoccupati qualche anno fa,l’allarme era stato lanciato a diversi livelli.
Invece hanno scassato tutto,da Nord a Sud fino alle isole.
Nella sanità,nell'istruzione,nel lavoro.

Tutta questa acidità non mi ricordo di averla mai avuta.

Mi ritengo far parte della minoranza silenziosa,ma l’andamento barcollante
di chi governa,in questi tre mesi,mi ha sicuramente inacidito.

Volevo incominciare meglio questa domenica di Liberazione,
ma anche se ho barcollato così,non mi farò rovinare la giornata
dall’acidità .
Mi rimane solo una cosa da fare,
premesso che per il pranzo oggi se la vede Antonella,
e cioè prendere la zappa e zappare qua e la nel
giardino.

L’orto è a posto,seminato e piantato di tutto e di più,tolte le erbacce e annaffiato,
non mi resta che aspettare,insieme alle mie socie lumache,
di godermi la crescita dei vegetali,e forse,il raccolto meritato.

Buona domenica a tutti.
Assenza,
più acuta presenza.
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Re: Se non tieni un diario,nella 40ena,che 40ena è ? E così decisi di scrivere tutto quanto stava succedendo...

Messaggioda Iceman » martedì 19 maggio 2020, 15:10

Il perchè perchè pensano solo agli affari loro.. tutta ipocrisia quella che sento in giro.. per il resto pensiamo a noi invece che al virus che è meglio...
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Il freddo unisce il caldo separa...

Ridatemi il febbraio del 1956 ... 2018 c'eravamo quasi...

La neve è neve...la grandine è grandine :-P

Datemi canna albanese vorrei vedere Napoli sepolta dalla neve più che in una città svedese

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Re: Se non tieni un diario,nella 40ena,che 40ena è ? E così decisi di scrivere tutto quanto stava succedendo...

Messaggioda sandro » martedì 19 maggio 2020, 17:13

MA io "devo ringraziare il virus".
Senza quei mangia pipistrelli,non sarei tornato a scrivere tanto.
Durante e dopo la malattia ,tragica,della madre dei miei figli,qualcosa si era spento .
Ho smesso di fare foto,di scrivere,di avere idee.

Tranne che risposarmi,e di questo sono grato a Dio ed a me,ed a qualcuno da lassù che mi ha spinto.

Grazie anche ai miei figli,in specie alla prima ,che mi disse <<Papà,mai dire mai>>

A questo punto il diario della quarantena potrebbe essere considerato terminato.

No so,però,se riuscirò ad essere coerente con le promesse.
E' vero,è' tempo di bilanci.

Stasera farò una riunione programmatica con gli abitanti della mia isoletta. L'isola di Caprera. :-??
Assenza,
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Re: Se non tieni un diario,nella 40ena,che 40ena è ? E così decisi di scrivere tutto quanto stava succedendo...

Messaggioda sandro » martedì 19 maggio 2020, 22:31

Lunedi 18 maggio. Festa della liberazione da autocertificazione.
Tempo nuvoloso,minima di 22,4° circa San Felice
Il sole è sorto da qualche parte,qui no.
Il suo orario,sulla mia isoletta di Caprera sarebbe stato alle 05,40.
Tramonterà,nuvole permettendo e no,alle 20,18.

Finalmente oggi potremo uscire affidandoci solo al nostro senso di responsabilità.
Non siamo più i bambini in età da pannolino,che dovevano giustificare i movimenti ai genitori in divisa.
Penso che di questa autocretinazione se ne parlerà per anni,e non bene.

Martedi 19 maggio minima scesa di qualche grado,siamo sui 19°
Santi Celestino e Crispino. Tempo variabile,niente sole,qualche goccia di acqua.

Ieri record di 99 deceduti. Anche gli altri parametri vanno bene.
Siamo sulla strada di essere soddisfatti per il mancato incremento,dopo la riapertura del 4 maggio.
Nel fine settimana potremo fare un bilancio più realistico.
La riapertura di ieri,sarà da giudicare fra una ventina di giorni.
Ci sono segnali in chiaroscuro.
Da una parte la paura a tornare fuori,dall’altra l’incoscienza di chi è tornato fuori come se il coronavirus fosse sconfitto.
In mezzo ci dovrebbe essere la prudenza,la moderazione,ma non la paura,che è sempre cattiva consigliera.

La parte di commercianti che ha riaperto,ha visto una ripartenza al rallentatore,
anche se fuori dai supermercati si sono riviste le code molto lunghe dei primi giorni di “Chiusura”.
Mio fratello Dante,ieri,mi raccontava che nel suo bar,in centro in una cittadina lombarda,
Gavirate,alle dieci aveva fatto 2 cappuccini,4 caffè e quattro cornetti. E poca gente in giro.

Senza volerlo,e quasi inconsapevolmente,sto tracciando un bilancio.

Mi viene in mente quello che ho scritto a Marzo :
I consigli di un Capitano di nave ad un ragazzo pieno di rabbia per la quarantena.
Invece di pensare a tutto ciò che non potevo fare,pensai a ciò che avrei fatto una volta sceso.
Vedevo le scene ogni giorno,le vivevo intensamente e mi godevo l’attesa.
Tutto ciò che si può avere subito,non è mai interessante.

L’attesa serve a sublimare il desiderio,a renderlo più potente.
MI ero privato di cibi succulenti,di tante bottiglie di rhum, di bestemmie ed imprecazioni.
Mi ero privato di giocare a carte.di dormire molto,di oziare,di pensare solo a ciò di cui mi stavo privando”:
“Come andò a finire,Capitano ?”

“Acquisii tutte quelle abitudini nuove,ragazzo. Mi fecero scendere dopo molto più tempo del previsto”.

Le due pagine del racconto,le ho incollate sul lato di un pensile in cucina,e le leggo quasi ogni giorno..
E ho cercato di fare mie le considerazioni del Capitano,riuscendoci quasi in pieno.
Vorrei provare a fare un primo,provvisorio bilancio di questa lunga
Quarantena,durata 69 giorni,compresi i quattordici giorni più soft.
Ma prevedendo l’autocretinazione,sempre quarantena era. Ipocrita,
perchè in molti l’hanno elusa con certificazioni di comodo.

Ammetto che,bene o male,la “chiusura” ha ottenuto effetti positivi,
al netto dell’indebolimento presumibile del coronavirus,analogamente a Sars ed Ebola.
Ma alla luce dello sconquasso economico e sociale causato,forse il prezzo non è valso la candela
.
Pazzesca contrazione dei consumi,a danno di tutti,privati,imprese e Stato.

Migliaia di multe prodotte,che comporteranno anni ed anni di sofferenze,
perché verranno tutte impugnate,stante la evidentissima incostituzionalità
,dove chiedevano,per esempio,una dichiarazione irresponsabile di stato di salute,
oltre che di una violazione palese della legge sulla privacy (in italiano,riservatezza dei dati).

Altri sprechi di denaro pubblico,con approntamenti di ospedali tardivamente realizzati,
come quello in Fiera di Milano,21 milioni buttati al vento senza pazienti da ricoverare.
Fiorire di tutto un bestiario di presunti esperti,in TV e sui giornali
,che non hanno fatto altro che aumentare incertezze e confusioni.
Per non parlare delle “notizie false”,che hanno inondato il WEB
.
Milioni di posti di lavoro persi.Da mettere a consuntivo,piaccia o non piaccia.

E i morti,tanti morti,che gridano vendetta,troppi dovuti ad impreparazione e leggerezza,
nella fase iniziale e nelle prime zone colpite.
E già si profila un bilancio che poteva essere migliore.

Lo voglio far diventare migliore :

Una parte considerevole e silenziosa di italiani si è dimostrata sensibile
Ed ha rispettato le chiusure. Con qualche lamento,ma le ha rispettate.

Gli Enti Locali,per quanto ne so,hanno mantenuto attivi i servizi essenziali ai cittadini.
L’acqua,l’elettricità ed il furgoncino della differenziata hanno continuato ad arrivare alle nostre case.
Anche se la Raggi vuole 700 milioni per continuare (sic!)

I prezzi dei carburanti sono precipitati. E’ stato bello vedere il gasolio sotto l’euro e venti
e la benzina sessanta centesimi più giu.

L’inquinamento delle acqua è diminuito.

La delinquenza pure.

Gli sprechi anche.

I nostri figli e nipotini piccoli hanno retto l’urto dello stress.

Si sono trovate tante opportunità di lavoro da casa in via telematica.

Le telefonate commerciali fastidiose sono quasi scomparse.

Gli infermieri,ed in parte il 90% dei Medici,hanno resistito alla botta,che poteva essere mortale

Così come il 98% delle forze dell’ordine. Grazie.
E il 100% degli addetti alle pulizie,approvvigionamenti beni primari,
postini,tabacchini e giornalai.Piccoli negozi di alimentari.Ottimi.

Questi negozietti di vicinato,meritano che non ci si scordi di quello cha hanno fatto.
Certo,qualche pecora nera l’abbiamo incontrata,ma hanno avuto vita breve.
Della serie : Drin,drin,mi hai fottuto una volta e non mi fotti più”

Sono venute allo scoperto le debolezze strutturali e caratteriali di UE,USA e GB.
I tedeschi si mantengono appena appena sopra la sufficienza,per me.
Nonostante non li possa reggere per altri motivi,almeno li salvo,oggi.
Hanno capito che se vanno a fondo gli altri,anche loro vanno ai pesci.
Meglio di niente.

Abbiamo imparato a fare il pane e la pasta in casa

A zappare la terra dell’orto
Assenza,
più acuta presenza.
Attilio Bertolucci, Sirio. 1929

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Re: Se non tieni un diario,nella 40ena,che 40ena è ? E così decisi di scrivere tutto quanto stava succedendo...

Messaggioda sandro » mercoledì 20 maggio 2020, 22:08

Guido Silvestri chiude la sua rubrica con un articolo di analisi di quello che è accaduto dall’inizio della pandemia, con uno sguardo ottimistico verso il futuro. E in questo differisce da Roberto Burioni.

Caro prof. Silvetri,Caro amico Guido.
Ho potuto leggere il suo articolo grazie a http://www.campanialive.com di cui mi onoro di essere uno dei forumisti della prima ora.
Esordisco subito con un rimprovero : evidentemente Lei vive in un altro mondo. Qui da noi,gli articoli,post,e tutto quello che è necessario leggere,debbono essere brevi,possibilmente brevissimi.
Pensi che ho quattro figli, e grazie a Dio tutti laureati, e mi rompono le palle ogni volta che devono leggere le mie righe per più di cinquantacinque secondi.
Sono i miei figli,e sopporto.
Io,al contrario leggo solo cose più lunghe di cinquanta cinque minuti.
Le cose più corte,non meritano.
Ho letto tutto d’un faito (fiato) il suo articolo.
Pensi,e glielo dico subito,a scanso di equivoci,che il suo articolo è passibile di plagio,per tutto quello che ho scritto nei settanta giorni di diario della quarantena,pubblicato sul sito , e che lei ha copiato “pari pari”
http://www.campanialive.com.
Ovviamente,scherzo,compiaciuto.
Guardi,mi mancano meno di quattro mesi alla soglia dell’anzianità,(i fatidici ed ipocriti sessantantacinque anni),e non avevo mai letto qualcosa di più attinente alle mie idee.

Grazie,certe volte,poche volte,ho pensato di essere strano,
e devo dire che un articolo più copiato dalle mie idee,non lo avevo mai trovato.
Modestamente,dopo settanta anni,anchio ho scritto di voler vedere terminato il mio diario della quarantena,a volte acido.
Nessun mi ha pisciato.
Anzi,forse sollevati. Tacitamente approvano.
Non sono stato sempre ottimista come Lei, ma ho fermo il desiderio di non dissipare le oltre 2.200 visite,che ,nel nostro piccolo,son tante.


Questo lungo post sul “ritorno alla normalità“, a cui aderiscono diversi amici e colleghi (vedi firme in fondo), è il messaggio di commiato per le nostre Pillole di ottimismo. Una rubrica che ha avuto molto successo e che è giusto finisca insieme a questa prima fase d. Tuttavia, viste le moltissime richieste di “continuare”, sto pensando a come non perdere il contatto che si è sviluppato con tante persone, che hanno dato fiducia all’ottimismo che viene dalla conoscenza. Per questo aspetto le vostre idee e suggerimenti alla mia e-mail di lavoro (gsilves@emory.edu).

Senza dubbiamente,queste righe le invierò a gsilves@emory.edu., con preghiera di non pisciarle.
Espressione volgare della cintura romana,dove vive la mia primogenita, psicologa. Ad Acilia,per la precisione.
Introduzione


Questo pezzo finale, di cui ho soppesato a lungo le parole, una per una, penso si rivelerà un “sasso nello stagno”, per il quale temo che non mi verranno risparmiati gli attacchi, presumo anche personali. Sono riflessioni mature che si basano non solo sulla mia analisi “competente” della pandemia (perché nessuno può accusarmi di non capire niente di virus), ma anche sulla mia esperienza personale, di medico, di scienziato, e di padre. E sono giunto alla conclusione, ponderata, che ho l’obbligo morale di condividere queste riflessioni con chi mi segue.
Un’altra doverosa premessa è che questo post rappresenta mie opinioni e non fatti – opinioni, quindi, sulle quali si può e si deve discutere. Però, ci tengo a sottolineare che non sono opinioni “qualunque”, ma vengono da un osservatorio privilegiato: come virologo (che è la disciplina per cui sono noto), ma anche come medico, che ha guidato un dipartimento di un grande policlinico universitario durante la tempesta di COVID-19, e come uno studioso attento ai dati epidemiologici e che ha avuto accesso diretto a molti “big” mondiali del settore.

Mi impressiona molto leggere quanto segue.
Pensi,e parlano per me i miei post giornalieri,che ho immaginato la mia attuale dimora,come un’isola con due soli abitanti, io e mia moglie.

L’ho chiamata Caprera,e questo per lei potrebbe essere non interessante,ma ci tengo a tediarla spiegandole perché :
Sono fin da piccolo ammiratore di tal Giuseppe Garibaldi,e pensando ad un’isola,che secondo alcuni non c’è,potevo solo pensare a Caprera.
Ogni giorno scrivo da Caprera,e mi sento più sicuro che sulla terraferma. Potrei dirle tante cose,ma sorvolo.


L’allegoria della barca tra due scogli
L’Italia oggi è come una barca che naviga tra due scogli: da un lato il virus e la malattia da esso causata, dall’altra le conseguenze del lockdown, che non solo si fanno sentire a livello economico, ma hanno gravi implicazioni a livello sociale, psicologico e anche sanitario. La “riapertura” (o meglio, l’allentamento progressivo del lockdown) rappresenta una sterzata necessaria per evitare lo scoglio della crisi economica, ma non si può ignorare che questa sterzata fatalmente ci avvicini allo scoglio del virus.

Le perdono l’inglesismo solo perché lei vive in Georgia. Sappia che sono acerrimo nemico di tutti gli inglesismi,preferendo i termini italiani. Questo potrebbe non tangerla,ma gliela dovevo.

Come ho detto molte volte, ritengo che in questa fase dobbiamo usare quattro principi chiave: monitoraggio (ci dice la distanza dallo scoglio “virale”), flessibilità (per cambiare rapidamente direzione, se necessario), coordinazione (per manovrare in sinergia tra regioni e tra nazioni), e preparazione (a livello sanitario e sociale). Notate che non nomino cose del tipo “uso universale delle mascherine”, “distanziamento sociale”, e tantomeno invoco la distruzione permanente del nostro stile di vita
Ovviamente,concordo,anzi,visto che chiede suggerimenti ,sia ancor più crudo.
Siamo un popolo ignorante, che ha bisogno di imposizioni,di coercizioni,multe,autocretinazioni,ricette mediche esagerate ed impossibili da metabolizzare da fegato e reni. Sia esagerato,Avrà tanti ammiratori.


(il cosiddetto “nuovo normale”, definizione che sinceramente mi fa orrore).

Difatti,ho affermato proprio ieri,documentabile,che io non cambierò la mia normalita !

Infatti, in questo articolo sosterrò la tesi secondo cui, in questa fase della pandemia, è assolutamente necessario dare una brusca sterzata lontano dallo scoglio dei disastri economici, sociali, psicologici e sanitari causati dal lockdown, anche a costo di avvicinarsi allo “scoglio virus”. Ma state con me, leggete questo post fino in fondo, e adesso partiamo dal principio, cioè dall’arrivo di COVID-19 e dalla scelta del “lockdown”.
Analisi di una chiusura (bravo,chiusura)

L’arrivo di COVID-19 è stato uno shock a livello non solo sanitario, ma anche sociale e culturale. Ci sono poche cose nel mondo che terrorizzano più di un virus nuovo che si trasmette facilmente da una persona all’altra, che causa una malattia sconosciuta, spesso mortale, per la quale non c’è né una cura né un vaccino. L’arrivo del ciclone di COVID-19 ha creato paura e sgomento non solo tra la popolazione, ma anche tra gli esperti (medici, infermieri, epidemiologi, biologi, ecc…). La crescita esponenziale del numero dei nuovi contagi, dei ricoveri ospedalieri e in terapia intensiva, e poi del numero dei morti, che avveniva in un contesto di sostanziale impotenza e impreparazione dei sanitari, ha creato un devastante fattore di amplificazione del danno: il sovraccarico ospedaliero.

So cose che sarebbe meglio non sapere : i medici,più degli infermieri.si sono creduti inattaccabili ed incontaminabili. Si vedono i risultati. Non è il senno di poi,lo so da febbraio.

Ricordo che proprio il sovraccarico ospedaliero – sperimentato in forme simili a Wuhan a gennaio, in Nord Italia a marzo, e poi a New York tra fine marzo e inizio aprile – è stato aggravato dalla frequente infezione degli operatori sanitari, e ha causato livelli ancora non ben chiari di mortalità secondaria, cioè non dovuta direttamente da COVID-19 (esempio classico: il paziente con infarto che non riceve adeguato trattamento nell’ospedale intasato).
In quel contesto così drammatico e in situazioni come quella italiana, il lockdown era l’unica cosa che si potesse e si dovesse fare. Ma due mesi dopo, con una messe di nuovi dati a disposizione – a livello virologico, immunologico, medico ed epidemiologico – abbiamo il dovere di chiederci se la situazione attuale richieda ancora un tipo di intervento così potenzialmente distruttivo della nostra società. Soprattutto, dobbiamo chiederci se le nostre scelte attuali in termini di lockdown siano condizionate più del necessario dalla traumatica esperienza del marzo scorso. Perché adesso (fine maggio 2020) sappiamo molto, anzi moltissimo, di più.
Per esempio: sappiamo molto meglio come gestire questi malati; conosciamo tanti aspetti della trasmissione e della storia naturale dell’infezione; abbiamo terapie antivirali e anti-infiammatorie di una certa efficacia, per non parlare del plasma convalescente e del plasma exchange; stiamo sviluppando vaccini molto promettenti; e molti ipotizzano anche che l’infezione si stia attenuando dal punto di vista della patogenicità. Più di ogni altra cosa, si deve sottolineare come, nel caso di un’eventuale seconda ondata di COVID-19, non ci troveremmo più in una situazione di simile ignoranza e impotenza di fronte al virus e alla malattia, e infatti saremmo molto più preparati a gestire la situazione, in un modo tale che un ritorno del virus sarebbe associato con tutta probabilità a livelli minori di morbidità e mortalità. Questo senza nemmeno contare il fatto che la prima “ondata” di COVID-19 ha contribuito a creare un certo livello di immunità tra la popolazione. Di fronte a questo cambiamento di scenario ci si deve chiedere: fino a che punto gli interventi draconiani delle scorse settimane sarebbero necessari di fronte a un nuovo incremento dei casi?

Ovviamente,no lo dice un signor “nessuno” come me,come sembra che lo dica Lei,ben più titolato.

Ed è anche doveroso chiedersi: quanto ha veramente “funzionato” la chiusura? La risposta a questa domanda, che ci piaccia o no, è che non lo sappiamo. Noi non sappiamo cosa sarebbe successo se avessimo fatto un lockdown meno serrato – come in Svezia, oppure in Florida, oppure ancora nella mia Georgia, dove vivo e lavoro, e dove abbiamo avuto, con un lockdown all’acqua di rose, meno di un decimo della mortalità pro-capite lombarda. Come non sapremo cosa sarebbe successo se avessimo allentato il lockdown prima del 4 maggio, o se lo avessimo allentato del tutto. Infatti, si tratta del classico esperimento senza controllo, e quindi si possono solo fare modelli e previsioni, che alla fine lasciano il tempo che trovano. Quello che però mi stupisce osservare, in questo frangente, è come a fronte di tanti modelli sui danni del virus (e in particolare i tanto celebrati modelli del “worst case scenario” di cui certi epidemiologi sono ligi e zelanti sostenitori), si vedono circolare ben pochi modelli sui danni potenziali del lockdown. Soprattutto, sembra che i “worst case scenario” spariscano dal discorso quanto si parla sugli effetti negativi che il prolungato lockdown (e con esso il prolungato snaturamento della nostra vita sociale e affettiva) avranno sulla nostra salute psicologica, e su quella dei nostri figli e nipoti.
Qual è il “worst case scenario” in termini di suicidi di persone che hanno perso il lavoro e con questo ogni speranza di mantenere la famiglia? E di violenze domestiche causate dal prolungato isolamento? E di depressione o altre malattie psichiatriche causate dai fallimenti e dalle bancarotte? E di disturbi cognitivi e della sfera affettiva e relazionale nei bambini e ragazzi a cui viene sottratta la scuola per mesi e mesi? In realtà questi studi esistono, e i risultati sono molto preoccupanti, ma sono quasi sempre ignorati dai media e dai decisori politici.
A mio avviso, questo è un esempio di distorsione cognitiva legata alla presenza di una “narrazione dominante” su COVID-19 ,centrata sui danni del virus (e non su quelli del lockdown). Ma facciamo un passo alla volta.
Lo scoglio del virus
Come abbiamo scritto sopra, l’arrivo di COVID-19 ha causato un grande shock dal punto di vista sanitario, e non c’ è dubbio che l’infezione abbia già causato a livello globale oltre 318.000 morti nei primi 4,5 mesi del 2020. Se questa cifra è indubbiamente alta, è comunque importante metterla nella prospettiva del fatto che, nello stesso periodo, AIDS, tubercolosi e malaria hanno creato molti più morti (e moltissimi più anni di vita persi). È anche importante notare come la distribuzione dei morti da COVID-19 sia stata estremamente irregolare con poche zone ad alta mortalità (Wuhan, Lombardia, Nord Emilia-Romagna e Piemonte orientale, metro New York, Detroit e Boston, Madrid e Barcellona, Ile de France, Guayaquil) e moltissime zone a bassa mortalità, anche negli stessi Paesi (Italia meridionale, Florida e Sud degli Usa, Andalusia, Sud-Ovest Francia, Quito). I motivi alla base di queste differenze non sono affatto chiari, e collegarli unicamente all’effetto della chiusura è assolutamente arbitrario.
Per quale motivo, per esempio, a oltre due mesi dalla “chiusura” ci sono ancora molti più nuovi casi in Lombardia che nell’intera Italia Meridionale? Perché la Svezia, spesso additata come pietra dello scandalo, ha tuttora una mortalità per 100.000 abitanti inferiore a quella del tanto elogiato Veneto (36,15 vs 37,14)? Perché uno stato come la Florida, che praticamente non ha mai “chiuso”, sta andando verso la fine della pandemia con una mortalità per 100.000 abitanti che è poco più di un decimo di New York, dove si è praticato un lockdown rigidissimo?
Al di là di queste inconsistenze, è importante ricordare come l’evidenza attualmente disponibile indichi che: tra l’80% e il 90% dei contagi accertati avviene tra degenti molto anziani nelle case di riposo e negli ospedali, medici e infermieri e i loro familiari – analogamente, la mortalità da COVID-19 ha coinvolto in gran parte persone molto anziane con età media 79 anni (mediana 80), già ricoverate in strutture sanitarie od ospedaliere e che per l’80% avevano tre o più patologie gravi preesistenti [1-2]. Le infezioni in forma severa sembrano collegate a valori elevati di inoculo virale in ambienti chiusi, dove sono presenti persone malate e dove il contatto con i sani non è episodico, ma ripetuto più volte per una durata di almeno 14 minuti [3].

E come non sottoscrivere ?

Come segnalato, la mortalità da COVID-19 in questa prima ondata ha risentito in modo drammatico della nostra “ignoranza” della malattia e del fenomeno del sovraccarico ospedaliero. A questo punto le vere domande da farsi sono: qual è stata finora la letalità effettiva di COVID-19 e quale sarebbe se dovessimo vivere una seconda ondata stagionale nell’inverno 2020-2021? In realtà la risposta alla prima domanda non la sappiamo, perché tuttora non conosciamo il numero esatto di persone infettate da SARS-CoV-2. Molte stime della letalità sono tra 1% e 3%, ma rimangono stime. Quello che invece è lecito presumere è che la letalità di un’eventuale “seconda ondata” di COVID-19 sarà sostanzialmente più bassa in seguito a: maggiore capacità di tracciare ed isolare i contatti; aumentate possibilità di trattare i malati in modo più precoce ed efficace; migliore preparazione a livello ospedaliero (e conseguente assenza di “sovraccarico”); presenza di un certo livello di immunità nella popolazione.
Di quanto sarà più bassa? Difficile dire, ma se verrà confermato che il solo uso del Remdesivir reduce la mortalità di circa il 30% [4], non è difficile immaginare un taglio secco della mortalità del 60-70% anche senza tener conto dell’introduzione di nuove terapie, tra cui quella molto promettente del “plasma convalescente”. Continuando in questo calcolo da “back of the envelope” (che in realtà non è molto diverso da quelli che fanno gli epidemiologi), si potrebbe supporre che se anche riaprissimo tutto come nel febbraio 2020 e decidessimo di richiudere solo nel bel mezzo del ritorno della pandemia (di nuovo, come è stato fatto nel marzo scorso), il numero dei morti di questa “seconda ondata” sarebbe intorno a 10.000-15.000. Un numero alto, certamente, ma non altissimo, calcolando che in Italia muoiono circa 700.000 persone all’anno – e questo per me è un “worst case scenario”, perché ho molta fiducia nella nostra possibilità di sviluppare nuove e più efficaci terapie.
Lo scoglio della chiusura
Come detto sopra, mentre dei rischi di SARS-CoV-2 e COVID-19 si parla in modo incessante e con una straordinaria attenzione agli scenari peggiori, si parla piuttosto poco dei danni della chiusura. A me qui preme sottolineare non soltanto i danni economici, che pure sono ingentissimi, ma quelli a livello strettamente socio-sanitario. Perché solo un atteggiamento miope e irresponsabile può ignorare il fatto che un Paese che si impoverisce, possibilmente fino ad arrivare sull’orlo della bancarotta, avrebbe enormi difficoltà a provvedere un servizio sanitario di qualità. E infatti già adesso tra i danni “collaterali” di COVID-19 c’è la peggior gestione sanitaria di molte altre malattie [5].

L’allegoria dei due scogli: dove siamo adesso?
Cosa possiamo fare per evitare lo “scoglio virus” senza distruggere il nostro modo di vivere?

Chi vuole sapere,legga. Io l’ho fatto.

Questa è, alla fine di questo lungo e spero non troppo noioso monologo, la domanda da cento milioni di euro.

Assolutamente no,bellissimo monologo.
Ma non per tutti,purtroppo.

Conclusione
Concludo ribadendo che noi tutti, come persone e come società, abbiamo non solo il bisogno, ma anche il preciso dovere di tornare a fare una vita assolutamente normale, mantenendo ovviamente quelle buone abitudini di igiene personale, che, grazie al virus, abbiamo finalmente imparato.
Lo dobbiamo a noi stessi, ma soprattutto ai nostri figli e nipoti, a cui non possiamo chiedere indefinitamente di fare enormi sacrifici solo per calmare le nostre ansie o per alleviare le paure di leader politici timidi ed incompetenti, consigliati da esperti che non sono in grado di elaborare una strategia generale sul come affrontare la pandemia. Soprattutto, dobbiamo fare questa scelta di coraggiosa, consapevole e “preparata” normalità basandoci sulla nostra arma migliore: l’ottimismo sereno e razionale che deriva dalla nostra straordinaria capacità di generare ed applicare conoscenza. Grazie a tutti!

Grazie,anche se sono venuto meno alla richiesta di suggerimenti.
Ne faccio uno solo,e cioè che parli male anzi,malissimo dell’autocretinazione.
Uno strumento subdolo,anticostituzionale,nel quale dichiarando quello che chiedono,si possono passare problemi legali enormi.
Come posso io dichiarare che non sono malato,se nessuno mi fa tamponi ed analisi del sangue. ?
Perché dovrei rendere pubblici i mie dati sensibili,tout court,senza un’informativa da accettare ?
Se caliamo le braghe una volta,non le rialzeremo più.

Professore,grazie,le sarò grato almeno fin che non mi risponderà.
Magari anche dopo.
Sono un buono,membro della minoranza silenziosa.
Sandro Forlani. Poeta ed emigrant.

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Re: Se non tieni un diario,nella 40ena,che 40ena è ? E così decisi di scrivere tutto quanto stava succedendo...

Messaggioda Neve83 » mercoledì 20 maggio 2020, 23:07

Sandro ho sempre letto in silenzio questa discussione e senza mai intervenire.. anche perchè non sono mai stato il tipo a cui piace scrivere tanto, figuriamoci dei poemi così :D
Volevo solo farti i complimenti e chiederti: ma sei uno scrittore? insegnante?Oppure hai una semplice passione per la scrittura?
Complimenti ancora per la tua costanza! :ymhug:
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Re: Se non tieni un diario,nella 40ena,che 40ena è ? E così decisi di scrivere tutto quanto stava succedendo...

Messaggioda sandro » giovedì 21 maggio 2020, 7:14

Figlio di un carpentiere,la mia maestra scrisse sul mio congedo dalle elementari : ragazzo sensibile ed educato.si consigliano scuole ad indirizzo tecnico. Morí,anni dopo, inconsapevole del suo errore. Feci biennio di disegnatore meccanico,poi Tecnico delle Industrie Meccanico,e attrezzista alla BTicino di Varese.
Divenni un meccanico .
Ma dentro sono sempre stato "un meccanico che ripara i ricordi"
Con tanta passione per la scrittura.
Con buona pace della mia maestra Antonietta.

I tuoi complimenti sono fra i migliori ricevuti.
Grazie.

Come mi sono firmato piú volte,anche se con poca modestia....

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Re: Se non tieni un diario,nella 40ena,che 40ena è ? E così decisi di scrivere tutto quanto stava succedendo...

Messaggioda sandro » giovedì 21 maggio 2020, 9:24

Le scarpe al chiodo si attaccano nel momento migliore.
La lettura prima ,e la risposta poi al prof. Silvestri,potrebberlo esserlo stati..
Desidero sospendere queste riflessioni sulla quarantena,essendo finita la quarantena.

Ovviamente non saranno finite le riflessioni,ahimè !

Uno dei miei motti è : <<PENSA, E' GRATIS ! >>

Rimando i miei quattro o cinque lettori al topic "
Riflessioni condivisibili o indesiderate sulla "Riapertura",
dopo la quarantena passata scrivendo e lavorando.

La sto gestando,a ore il parto.
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