Riflessioni condivisibili,ma mai indesiderate, sulla "Riapertura", dopo la quarantena passata scrivendo e lavorando.

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Re: Riflessioni condivisibili o indesiderate sulla "Riapertura", dopo la quarantena passata scrivendo e lavorando.

Messaggioda sandro » domenica 24 maggio 2020, 19:21

noqot ha scritto:ripeto Sandro il paragone lo devi fare tra le Regioni italiane .
Quanto alle norme confuse è politica, se vuoi ne parliamo, ma poi Mario ci banna :p


Mi sta bene tutto.
il topic dice "riflessioni condivisibile o indesiderate"

Mi sa che cambio il titolo
le riflessioni sono sempre condivisibile,mai indesiderate

Non penso che MArio ci banni,siamo nel campo delle opinioni,non facciamo propaganda politica
sono d'accordo,dobbiamo fare paragoni fra regioni italiane
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Re: Riflessioni condivisibili,ma mai indesiderate, sulla "Riapertura", dopo la quarantena passata scrivendo e lavorand

Messaggioda Iceman » domenica 24 maggio 2020, 20:10

se dobbiamo fare il paragone tra regioni italiane allora per noi il covid non è quasi praticamente esistito ci hanno solo atterrato ulteriormente economia stato sociale già precario di una larga fetta della popolazione e ci hanno ucciso e ci uccideranno ancora la salute in nome di un sistema politico economico basato esclusivamente sulla regione italiana più massacrata da contagi e morti.. oltre che da inquinamento dell'aria, della politica, della malavita a livello istituzionale etc
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Re: Riflessioni condivisibili,ma mai indesiderate, sulla "Riapertura", dopo la quarantena passata scrivendo e lavorand

Messaggioda sandro » domenica 24 maggio 2020, 21:13

A costo di essere considerato rinnegato,da lumbard di nascita,approvo.

Parlavo stasera con mio fratello, A Varese,nemmeno a Milano, stanno morti dalla paura.
La gente si affaccia sl suo bar,e chiede se può entrare,se può bere un caffè,se può sedersi..

Noi,qui,al confronto,stiamo in paradiso.

Non parliamo sulle piccole isole,come la mia,e come tante altre,ci sentiamo al sicuro.

A parte la verde irpinia,ognuno di noi ,di buona volontà,si è creata una sua isoletta sicura.

E' ovvio,che una Napoli,con 3 milioni di abitanti,qualche scemo (io li chiamo sciemi) ci stanno.

Nel topic precedente,ed in questo ancor di più.vorrei fissare le riflessioni mie e di altri forumisti,
per rileggerle un giuorno.e capire qualcosa di più sul momento storico che stiamo vivendo.

Nessuno vuole avere opinioni assolute,ognuno può portare un contributo alla comprensione.

Se questo avverrà,avrò finalmente partorito un topic utile.

Un desiderio velleitario ce l'ho :

vedo tante visite di "ospiti"

Qualcuno di loro salti il fossato.

Si iscriva,dia la sua opinione.è gratis come il pensare.

scelga un nick name di comodo,nessuno li riconoscerà,ma le sue riflessioni arricchiranno tutti noi.

A differenza di tanti altri forum,non è obbligatorio presentarsi.

Non sono un moderatore,pur avendo esperienze da moderatore,ma le persone bene accette sono quelle educate.
Ed in questo forum,i maleducati vengono bannati al terzo post sbagliato.
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Re: Riflessioni condivisibili,ma mai indesiderate, sulla "Riapertura", dopo la quarantena passata scrivendo e lavorand

Messaggioda Ombra84 » domenica 24 maggio 2020, 21:18

Iceman ha scritto:se dobbiamo fare il paragone tra regioni italiane allora per noi il covid non è quasi praticamente esistito ci hanno solo atterrato ulteriormente economia stato sociale già precario di una larga fetta della popolazione e ci hanno ucciso e ci uccideranno ancora la salute in nome di un sistema politico economico basato esclusivamente sulla regione italiana più massacrata da contagi e morti.. oltre che da inquinamento dell'aria, della politica, della malavita a livello istituzionale etc

Ci saremo affossati egualmente, comunque, esattamente come la Svezia. Al limite possiamo condannare (?) l' economia interconnessa, ma qui ad esempio il turismo sarebbe egualmente allo stesso punto di adesso, visto che dall' estero nessuno sarebbe venuto. Idem le aziende che esportano, avrebbero avuto export bloccato per crollo della domanda.
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Re: Riflessioni condivisibili,ma mai indesiderate, sulla "Riapertura", dopo la quarantena passata scrivendo e lavorand

Messaggioda Iceman » domenica 24 maggio 2020, 21:26

beh però anche qui è obbligatorio presentarsi.. come un pò in tutti i forum..
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Re: Riflessioni condivisibili,ma mai indesiderate, sulla "Riapertura", dopo la quarantena passata scrivendo e lavorand

Messaggioda sandro » domenica 24 maggio 2020, 22:24

Iceman ha scritto:beh però anche qui è obbligatorio presentarsi.. come un pò in tutti i forum..


Lo facevo per non impressionare chi salta il fosso...
Ma dopo tre post,o presentazione o bannaggio... =))
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Re: Riflessioni condivisibili,ma mai indesiderate, sulla "Riapertura", dopo la quarantena passata scrivendo e lavorand

Messaggioda Ombra84 » lunedì 25 maggio 2020, 7:42

sandro ha scritto:Lo facevo per non impressionare chi salta il fosso...
Ma dopo tre post,o presentazione o bannaggio... =))

:ymdevil: :ymdevil:
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Re: Riflessioni condivisibili,ma mai indesiderate, sulla "Riapertura", dopo la quarantena passata scrivendo e lavorand

Messaggioda sandro » lunedì 25 maggio 2020, 7:47

Lunedi 25 maggio. Minima 20° L’estate si avvicina. Forse.
Pensavo meglio.
Pensavo che questa quarantena prima,e che queste fasi successive poi,avessero lasciato meno strascichi.
Invece vedo male,male.
Da una parte i complottisti,dall’altra i proni.
Ci sarà pure una via di mezzo.
Per esempio,una via di mezzo sarebbe aver preso coscienza della gravità della situazione,
per poi porre in atto precauzioni , e non cominciare guerre perse con i propri simili.
Ci devo riuscire.
Senza panico,magari,e senza depressioni,e senza fare il gioco della paura,che va un poco di moda.
Se la paura è una cattiva alleata,il panico e la depressione ti fanno diventare “prono”.

prono
/prò•no/
lett.
aggettivo
1. 1.
Chinato (verso terra).
"gli animali camminano per lo più a testa prona."
o Disteso sul ventre, con il viso e il ventre all'ingiù (contrario di supino).
"giacere p."
o estens.•poetico
Inclinato.
"Nella prona terra Troppo è il mistero"
2. 2.
fig.
Incline a cedere, a sottomettersi: p. al peccato; generic., pronto, disposto.
Origine
Dal lat. pronus, der. di pro ‘in avanti’ •prima del 1306.


pròno in Vocabolario - Treccani
www.treccani.it › vocabolario › prono

pròno agg. [dal lat. pronus, der. della prep. pro «in avanti»]. – 1. Chinato, piegato verso terra: stava p. e immobile; stare, giacere, dormire p., con il ventre in giù ...


Forse peccando,vedo troppi proni e troppi spavaldi.

Non buoni gli uni,non buoni gli altri.

Mi ricordo di una sera,quando entrò nel mio negozio il sindaco,con un codazzo di tre o quattro amici suoi.
Essendo in politica,allora,il rapporto fra noi “avversari” era formale,al limite dell’ipocrisia.

Non era ipocrita invece,nella sua essenza,un personaggio che,entrando subito dopo e trovando il Sindaco
,lo salutò con un quasi baciamano,chinandosi in avanti,prono,appunto.

Questa scena mi è stata di grande insegnamento,pur nel suo imbarazzo.
Quel mio cliente, era stato così spontaneamente ossequioso,da non vergognarsi .
E non era uno zappatore,senza offesa per gli antichi zappatori.

Mi ha aiutato a capire tante situazioni.

E poi gli spavaldi.

Per me sono solo incoscienti.
Probabilmente elaborano la paura del pericolo,che pure c’è,negandolo.

Immagini di ieri sera delle varie movide,in giro per l’Italia.Impressionanti.


Stamattina una notizia che mi ha turbato.

Il sindaco di Bari annuncia che “utilizzerà” gruppi di volontari per controllare accessi a mercati,locali pubblici e altro.

Non saranno ronde (sic) ma squadre di volontari che aiuteranno la gente…

Squadre


Squadre,……squadre…..squadre………

Non saranno parenti o congiunti di altre squadre ?

Non so,forse questa cosa mi ha turbato ricordando mio padre che mi parlava di squadre,olio di ricino,ecc.ecc.

Lo so,sembra esagerato,ma a volte ritornano…..
Addirittura assunzione di 60.000 “aiutanti civici”,dice il TGla7

Proni,accettiamo pure questo ?

Conoscete il “principio della rana bollita”? E’ utilizzato dal filosofo americano Noam Chomsky per descrivere la Società e i Popoli che accettando passivamente, il degrado, le vessazioni, la scomparsa dei valori e dell’etica, accettando di fatto la deriva.
Non ci sono basi scientifiche a dimostrare questo principio, ma è un ottimo spunto, valido in sociologia e psicologia, per spiegare determinati comportamenti.
Questo principio serve a spiegare la capacità di adattamento che ha l’uomo e che spesso questo adagiarsi e accettare gli eventi porta inesorabilmente alla morte, e infatti c’è chi afferma che non ha importanza la durata della vita, ma la qualità.
Il principio della rana bollita
Cosa dice questo principio?
❝ Immaginate un pentolone pieno d’acqua fredda nel quale nuota tranquillamente una rana. Il fuoco è acceso sotto la pentola, l’acqua si riscalda pian piano. Presto diventa tiepida. La rana la trova piuttosto gradevole e continua a nuotare. La temperatura sale. Adesso l’acqua è calda. Un po’ più di quanto la rana non apprezzi. Si stanca un po’, tuttavia non si spaventa. L’acqua adesso è davvero troppo calda. La rana la trova molto sgradevole, ma si è indebolita, non ha la forza di reagire. Allora sopporta e non fa nulla. Intanto la temperatura sale ancora, fino al momento in cui la rana finisce – semplicemente – morta bollita.
Se la stessa rana fosse stata immersa direttamente nell’acqua a 50° avrebbe dato un forte colpo di zampa, sarebbe balzata subito fuori dal pentolone.❞
Chissà se,un giorno,rileggendo queste riflessioni,ci faremo una risata od un pianto……

Io spero una risata.
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Messaggioda Iceman » lunedì 25 maggio 2020, 9:56

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Re: Riflessioni condivisibili,ma mai indesiderate, sulla "Riapertura", dopo la quarantena passata scrivendo e lavorand

Messaggioda pipstin » lunedì 25 maggio 2020, 10:10

sandro ha scritto:Lunedi 25 maggio. Minima 20° L’estate si avvicina. Forse.
Pensavo meglio.
Pensavo che questa quarantena prima,e che queste fasi successive poi,avessero lasciato meno strascichi.
Invece vedo male,male.
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Non era ipocrita invece,nella sua essenza,un personaggio che,entrando subito dopo e trovando il Sindaco
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Questa scena mi è stata di grande insegnamento,pur nel suo imbarazzo.
Quel mio cliente, era stato così spontaneamente ossequioso,da non vergognarsi .
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Io spero una risata.


^:)^ :ymapplause: :ymapplause: :ymapplause: :-bd
Voglio anch'io le canne albanesi....voglio vedere quello che nessuno ha visto mai :p

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Messaggioda sandro » lunedì 25 maggio 2020, 19:48

Leggo stasera che il Viminale si distanzia da questa cagata del difensore civico.
Meno male,un rigurgito di democrazia.

Abbiamo fior di divise,senza contare la protezione civile.non abbiamo bisogno di squadrismi.

La miglior barzelletta di oggi c'è la racconta Boccia :

Servono ad aiutare anziani e deboli


Ma mi facci il piacere...direbbe Totò...
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Messaggioda Iceman » lunedì 25 maggio 2020, 21:22

Onorevole... ma mi facci il piacere =))
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Messaggioda sandro » lunedì 25 maggio 2020, 23:15

Sera del 76° giorno.

Numeri sempre in calo. Movide sempre in aumento.
A torino sono stati capaci di scendere in massa in strada per vedere le frecce tricolori sorvolare la città.

Mi convinco sempre più che quest’isola è un posto fantastico.
Quando ci assembriamo,siamo massimo in due. Quattro con i gatti.
DA qui la frase “eravamo in quattro gatti”

Guardando il territorio dell’isola,ti rendi conto della fortuna.
Il mio compito principale,in questi 76 giorni.è stato quello di ammirare e migliorare l’ambiente isolano.
MA ho avuto in cambio tanto,come poter dimenticare,almeno per un po’,le debolezze umane.
Su questa isoletta nessuno è prono.
Nessuno spavaldo.

Le lucertole,anche quando scappano,lo fanno con dignità.
Le formiche ,nel loro piccolo,oltre ad incazzarsi,si mangiano i pidocchi.
I pidocchi,a che servono i pidocchi ?
Bohhh,credo che non servano,Anzi…
Come tutti gli afidi,producono un’abbondante melata,che imbratta la vegetazione
E favorisce lo sviluppo di fumaggini.
Infine,spesso,sono responsabili della diffusione di virosi,come ad esempio, la “TRISTEZA”

“Tristeza”,aggiungici una “z”, e otterrai <<Tristezza”

Ecco il collegamento con il coronavirus.

La grande tristezza di vedere folla a Torino per le Frecce Tricolori,dal centro al lungo Po.
Folla a piazza Castello,a piazza Vittorio,alla Gran Madre.

Ma almeno,qui ci sono le api,che saltano di fiore in fiore,lavoratrici precarie delle fabbriche del miele.
MA si mangiano,nel loro piccolo,anche i pidocchi che infestano gli agrumi.
Non so se si capisce quello che voglio dire,ma pago il prezzo volentieri.

Non riuscendo a spiegare quello che succede,è successo e succederà sulla terraferma, mi consolo con le bellezze della mia isoletta.

Anche stasera è pieno di lucciole.
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Messaggioda Iceman » martedì 26 maggio 2020, 10:34

Si cominciano a riapprezzare i momenti di pace e serenità che pian piano il ritorno alla vita "normale" ci sta togliendo uno ad uno... qui da me ormai i rumori di auto motorette e quant'altro prevalgono nuovamente su quelli della natura nonostante lo sforzo immane dei merli di farsi sentire.. ma i piccoli passeriformi, quelli dalla voce più flebile, strillano a vuoto in un mare di decibel artificiosi che li circonda.

L'unica cosa positiva , che ho compreso avendo qui i sensori di polveri sottili installati in momento di lock down, è che in centro l'inquinamento da pm è nettamente superiore a quello presente qui da me ma anche a Marano da Leo, è chiaro che la lontananza dal traffico del Museo Nazionale di Napoli consenta una respirazione decisamente più pulita perchè se anche è vero che Napul'è mille culure, purtroppo con il ritorno del traffico veicolare è anche quella dai mille veleni e cosi le pm2.5 da me sono a 2 mentre al centro volano a 65 tutti i giorni grazie al traffico...

Frattanto ci si chiede sul perchè i giovani non vedevano l'ora di tornare a fare baldoria inutile per strada di notte lasciando al seguito oltre al baccano chilogrammi di rifiuti per strada tra carte plastica bottiglie di birra e alcolici in genere... la mia risposta è semplice.. sono poveri. poveri dentro.. non hanno altro a cui pensare se non al nulla della loro breve vita fatta per molti quasi di niente.
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Re: Riflessioni condivisibili,ma mai indesiderate, sulla "Riapertura", dopo la quarantena passata scrivendo e lavorand

Messaggioda Iceman » martedì 26 maggio 2020, 11:25

l'emblema del caos che sono stati in grado di generare per un'epidemia..

in questa vignetta per me hanno ragione entrambi gli interpreti, ma era proprio necessario arrivare a tanto?

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Re: Riflessioni condivisibili,ma mai indesiderate, sulla "Riapertura", dopo la quarantena passata scrivendo e lavorand

Messaggioda pipstin » martedì 26 maggio 2020, 15:43

Dimmi tu a chi rompe il ca..o l'uomo seduto solo in spiaggia?

~x(
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Re: Riflessioni condivisibili,ma mai indesiderate, sulla "Riapertura", dopo la quarantena passata scrivendo e lavorand

Messaggioda noqot » martedì 26 maggio 2020, 17:58

ragazzi le regole devono essere generali non è che potevano mettere il comma relativo al vecchietto innocuo che sta su una spiaggia sperduta e sconfinata .. poi dovrebbe stare all'intelligenza del vigile capire cosa è opportuno o meno.
E cmq consentitemi anche con riferimento al caso di specie: perchè il vecchietto si e gli atri no? Se lo permetti a lui devi permetterlo a tutti e allora con lo sole che c'è stato a Pasqua come facevamo ad evitare assembramenti con le spiagge nostrane che sono per lo più ben diverse da quella della foto? Erano fessi quelli che rispettavano le regole?
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Re: Riflessioni condivisibili,ma mai indesiderate, sulla "Riapertura", dopo la quarantena passata scrivendo e lavorand

Messaggioda Iceman » mercoledì 27 maggio 2020, 22:46

infatti io ho scritto proprio per i motivi che hai citato tu, "era proprio necessario arrivare a tanto?" per me ovviamente no..
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Re: Riflessioni condivisibili,ma mai indesiderate, sulla "Riapertura", dopo la quarantena passata scrivendo e lavorand

Messaggioda sandro » sabato 30 maggio 2020, 8:05

Sabato 30 maggio piovigginoso sabato Santa Giovanna d'Arco
Temperatura fresca,per il periodo.



Bene,ho lasciato stemperare la mia amarezza di qualche giorno fa.
Da lunedi, la mia pausa di riflessione mi ha permesso di dedicarmi con soddisfazione
all’orto della mia isoletta ed alla lettura dell’Alberto Fortelli.
D’ora in avanti lo chiamerò,irrispettosamente “l’Alberto”,con l’articolo avanti,da buon lumbard.

Una piccola parentesi,ininfluente nel fine,leggera nella sostanza :
L’Alberto ha per caso nel suo albero genealogico qualche radice nordica ?
Si perché ha un cognome vagamente famigliare…..

Non è di questo che voglio parlare. Ma della lettura delle sue.
La presentazione del libro è stata perfetta,completamente veritiera,fedele.
Non un libro di meteorologia,ma un breve romanzo di vita vissuta,un film già visto,con la colonna sonora della passione meteo.

Già visto perché anche il sottoscritto ha vissuto con la compagnia,quasi un’ombra,della passione meteorologica.
L’Alberto mi ha fatto rivivere emozioni sopite,addirittura qualcuna dimenticata.
Saltandone qualcun’ altra. Ma di questo ne parlerò alla fine,sperando di non dimenticarmene.

Nel mio caso,il ruolo fondante della passione non è stato mio padre,seppur persona che,
da semplice carpentiere,comprava ogni giorno il quotidiano,cosa assai rara,a quei tempi.

Ma è stato il fantastico luogo in cui sono nato e cresciuto.
Il lago,il mio lago Maggiore,che divideva l’ombra del grande noce,sul colle di Mombello, da me e il Monte Rosa.

Non c’erano siepi che mi nascondevano il mondo,ma c’era il Monte Rosa,
ghiacciaio sempre bianco,da dietro il quale arrivavano i nerissimi nuvoloni nei pomeriggi estivi,
e le bianche nuvole cariche di neve da novembre a maggio.
A nove,dieci anni non fantasticavo su mondi a Nord o ad Est,men che meno a Sud.
Ma solo a quelli dietro il Monte Rosa,che sapevo ad Ovest, dal Piemonte,pilastri del mio fantasticare.
Ironia della sorte,per andare a vivere la quasi totalità della vita a Sud,ma questo è un altro capitolo.

Un capitolo importante,però,perché il mio DNA era di LAveno Mombello,
e scendendo al Sud ho dovuto resettare tutti i miei parametri vitali.

Dall’intolleranza al caldo,alla provenienza delle meteore,alla direzione dei venti prevalenti,
alla quantità di neve e pioggia e tant’altre cose che ancor non narro.

E com’era bello vedere avvicinarsi il temporale da dietro il Ghiacciaio,anche se,spesso,
questo si tramutava in una corsa contro il tempo a radunare in lunghe file l’erba tagliata,non ancora fieno,per non farla marcire.
Passato il temporale,la si doveva sparpagliare di nuovo,per farla seccare.

Per inciso,quasi mai il temporale arrivava da sud,ma sempre da Ovest,quello che io a volte il credevo Nord.
Poi,forse dal manuale delle Giovani Marmotte,comprato a suon di sacrifici
,ho imparato i punti cardinali,partendo dal muschio sugli alberi,alla nascita ed al tramonto del Sole.

Certamente invidio le passeggiate sul lungomare Caracciolo,ma anche le camminate sui crinali lombardi e piemontesi,
con i loro immancabili laghi piccini o enormi,non sono dimenticabili.

D’estate,un flagello era certamente rappresentato dalle grandinate,pur spettacolari,
che abbassavano le temperature di parecchi gradi,oltre a distruggere la frutta di cui era ricca la mia zona.

Più che dai rari termometri,un piccolo lusso nelle case di quei tempi,avevamo altri indicatori delle temperature.
Escluse preoccupazioni per quelle estive,da noi erano importanti solo quelle invernali.
Un secchio d’acqua lasciato fuori,ci indicava lo zero termico,ghiacciando in superficie.
Più era ghiacciato in profondità,più la temperatura era bassa.

Un brutto ricordo era rappresentato dai modesti e preziosi panni stesi sul fil di ferro all’esterno :
se non li ritiravi in tempo,verso le quattro gelavano come stoccafissi,rompendosi mentre li maneggiavi.

A quell’ora le stupide galline,si erano già ritirate nella stalla,
ancor prima delle tre se sentivano un peggioramento del tempo.
Dopo tre,quattro giorni di terreni gelati anche a mezzogiorno,se improvvisamente “rimollava”,
cioè si scongelava la terra,ecco la certezza che avrebbe nevicato.
Non lo sapevamo ancora,ma il fronte caldo che precedeva il maltempo,rialzava le temperatura appena sopra zero,
per poi scendere verso le cinque di sera e permettere l’attecchimento certo della neve.
Se il giorno dopo,verso le tre del pomeriggio,la neve non si era trasformata in acqua,
avrebbe continuato a nevicare per almeno altre ventiquattro ore.

Vorrei aprire una piccola parentesi : sento tanti parlare,compreso l’Alberto,di meravigliosi fiocchi grandi,come lenzuola.

Quello per noi era un brutto segno,essendo la nevicata a fiocchi piccoli più durevole,meglio ancora se ventata.
Il fiocco grande era indicativo di temperature più alte,foriera di trasformazione della magica meteora in acqua.

I temi assegnati al Nord,ben diversi da “La neve a Napoli,piacevole sorpresa” erano
“Natale senza neve,focaccia senza zucchero”,oppure “sotto la neve pane,sotto l’acqua fame,che ne pensi ?”
per finire a “non c’è inverno senza neve e non c’è felicità senza amici”.

Solo nel 1981,a 26 anni,acquistai il mio primo libro di meteorologia,quel “che tempo farà” Di Bernacca.

Nel frattempo avevo vissuto la mia prima esperienza di guida sulla neve,
il 1° o due novembre 73,andando ad un cimitero dove riposavano i famigliari di mia mamma.

Di questo ne ho scritto un raccontino,già pubblicato in passato sul forum.

Capitolo delle trombe d’aria : l’unico ricordo è degli anni sessanta,
quando una di loro scoperchiò una bella villetta a duecento metri da casa mia;purtroppo non la vidi,
ma vidì solo i suoi effetti disatrosi.
Mi piacerebbe vederne qualcuna in mare,lontana,a distanza di sicurezza. LA prudenza mi accompagna spesso.

Quando l’Alberto parla delle sue vacanze estive ad Alfedena e passo Godi,mi ricorda la seconda delle più belle nevicate della mia vita.
LA prima,senza ombra di dubbio,e dell’inverno del 1978.
Mi ero sposato nell’Autunno 1977,e avevamo comprato una casetta a Casalzuigno,nella Valcuvia Lombarda.
In due giorni caddero più di due metri di neve,che assestata,divennero un metro e venti.
Mai più vista tanta neve,rimanemmo isolati per una settimana,
perché non c’erano i mezzi antineve di oggi,e veniva tolta dalle strade con dei trattori agricoli,
a cui veniva agganciata la “cala”,triangolo di quattro o cinque metri,riempito di sabbia.

La seconda,appunto ad Alfedena.
Partimmo con un pulman a due piani,circo cento persone,per raggiungere Scanno e passo Godi.
Le previsioni erano allarmistiche,ma nessuno se ne preoccupò.
Arrivati nel centro di Villetta Barrea,verso le venti,già c’erano una ventina di centimetri di neve.
In una strettoia,il maxipulman,non riusci a girare nella curva molto stretta.
Allora fece retromarcia,fino alla piazzetta,che è in piano.

Scendemmo tutti,o quasi,sotto la neve ,mentre gli autisti tentavano di mettere le catene.
Che risate,mentre intanto continuava fitta fitta ,accumulando centimetri su centimetri,la neve.
Mi ricordo che io e mia moglie facemmo una passeggiata indimenticabile sotto la neve,nel silenzio della notte.

Verso mezzanotte le catene,in qualche modo furono montate,
ma i gitanti se erano divisi sulla pericolosità della situazione,e non volevamo continuare.

Aiutati da due agenti Forestali,io e un mio cugino di Caserta,cominciammo il giro degli alberghi,
per trovare un rifugio per la notte,Sistemare cento persone di venerdi sera non fu facile.
Se fosse stato sabato sarebbe stato impossibile.
A quei tempi febbraio sono strapieni,nel fine settimana.
Ricordo che ci fecero mangiare panini con salumi e formaggi,essendo chiuse le cucine.

Il sabato mattina,fra litigi e minacce,tornammo indietro.

Doveva essere il 1995,perché c’era con noi un nipote nato da un annetto.

Anche il 23 novembre 1980,tragicamente indimenticabile,
lo ricordo anche per un fenomeno inconsueto che ci accompagnò per tutto il giorno : la nebbia.

Il 23 novembre è san Clementeonomastico di mio suocero e di innumerevoli nipoti,
e ci riunimmo a casa di una cognata per festeggiare.
Al risveglio c’era una fitta nebbia,ma mia moglie mi rassicurò,dicendo che qui la nebbia mattutina svanisce al primo sole,
e sarebbe stata una bella giornata serena.

Si sollevò,è vero,ma si mantenne una certa foschia.
Verso le quattro scese fittissima,anche preoccupante.

La sera,a festa finita,stavo vedendo un tempo differito di Juventus-Inter,
e si scatenò l’inferno,preceduto da un forte rombo,che scambiai per un temporale.
Avemmo pochi danni,in casa,ma trascorremmo come quasi tutti a Telese,
la notte in strada,tra fuochi e solidarietà fra gli abitanti.

L’Alberto confessa di aver invidiato lo zio Lello,per la sua casa alle falde del Vesuvio.
Come cambiano le prospettive viste da diversi punti di vista.
Siamo abituati a pensare agli abitanti della cintura attorno al gigante dormiente come persone in perenne pericolo.
C’è da riflettere veramente sulla situazione reale.

Questo periodo,fra chiusura ed aperture,ci ha comunque permesso,
anche se non a tutti,di dedicarci anche a cose trascurate,come la lettura.
Leggere questo breve romanzo mi ha fatto passare alcune belle ore a leggere prima,
ed a commentarlo dopo,trovando tante analogie.

Se posso,un rimprovero per l’Alberto ce l’ho :
non ho visto cenni sul febbraio 2012,mese in cui sono andato in Terra Santa per una settimana.

Partimmo da Roma con le strade ghiacciate,con Fiumicino coperto di neve,
il Sannio e l’Avellinese furono sommerse di neve.
Non mi sono goduto il periodo,anche se dagli alberghi Israeliani non mancavo di collegarmi ogni sera via internet.
E non mi basta la magra consolazione di aver visto qualche fiocco di neve anche a Gerusalemme.

Magari si sarà “stipate” queste giornate per il prossimo libro.

Vedremo.
Allegati
IMG_20200528_180242.jpg
Analogie
Ultima modifica di sandro il sabato 30 maggio 2020, 23:13, modificato 1 volta in totale.
Assenza,
più acuta presenza.
Attilio Bertolucci, Sirio. 1929

Sono Lombardo al 51%
Campano Al 49%
Odio i termini inglesi.
Parliamo e scriviamo italiano,grazie.

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Re: Riflessioni condivisibili,ma mai indesiderate, sulla "Riapertura", dopo la quarantena passata scrivendo e lavorand

Messaggioda Iceman » sabato 30 maggio 2020, 11:54

grande Sandro <3 confermo il coinvolgimento emotivo del libro , alcune cose a me erano note altre invece no per cui anche per me piacevole lettura
Iceman


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