ragazzi ma il GW stà rallentando?

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Re: ragazzi ma il GW stà rallentando?

Messaggioda Picentino27 » mercoledì 18 marzo 2026, 7:54

noqot ha scritto:molto interessante .. GW imputabile all'uomo ma anche alla sfiga, con tante forzanti che vanno in un'unica direzione.
Speriamo che presto arrivino forzanti in senso contrario .. confido in forzanti naturali; sulla possibilità di politiche umane che vadano verso la sostenibilità ambientale sono scettico, di questi tempi poi ..

Giustissimo!

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Re: ragazzi ma il GW stà rallentando?

Messaggioda Iceman » mercoledì 18 marzo 2026, 11:11

Si però è sempre colpa della CO2 =)) =))

Immagine 2026-03-18 103950.jpg


Questa è una delle cause del maggiore riscaldamento secondo me in atto negli ultimi decenni .. la sparizione del particolato con le ovvie conseguenze sul minor filtraggio dei raggi solari e con conseguente aumento della radiazione IR riscaldante dal basso.. e laddove al posto del terreno c'è cemento, amen...
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Re: ragazzi ma il GW stà rallentando?

Messaggioda Fabietto17 » mercoledì 18 marzo 2026, 13:18

per me è solo una fase e basta
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Re: ragazzi ma il GW stà rallentando?

Messaggioda Picentino27 » lunedì 23 marzo 2026, 3:39

Iceman ha scritto:Si però è sempre colpa della CO2 =)) =))

Immagine 2026-03-18 103950.jpg

Questa è una delle cause del maggiore riscaldamento secondo me in atto negli ultimi decenni .. la sparizione del particolato con le ovvie conseguenze sul minor filtraggio dei raggi solari e con conseguente aumento della radiazione IR riscaldante dal basso.. e laddove al posto del terreno c'è cemento, amen...

Sono ancora tutte ipotesi, comunque questa molto interessante, vedremo!

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Re: ragazzi ma il GW stà rallentando?

Messaggioda Iceman » lunedì 23 marzo 2026, 17:45

ipotesi o no esiste comunque la certezza di cosa fa e non fa il verde e di cosa fa e non fa il resto..

A parità di radiazione solare in arrivo, un suolo verde emana una quantità significativamente inferiore di radiazione infrarossa (calore) rispetto a un suolo cementificato o asfaltato.

La differenza principale risiede nel modo in cui le due superfici gestiscono l'energia assorbita:
Suolo Cementificato (Grigio): Assorbe la maggior parte della radiazione solare, si surriscalda (raggiungendo temperature superficiali elevate) e riemette gran parte di questa energia sotto forma di radiazione infrarossa a onda lunga, contribuendo all'effetto isola di calore urbano.
Suolo Verde (Vegetazione): Utilizza l'energia solare per la fotosintesi e, soprattutto, per l'evapotraspirazione (rilascio di acqua dalla vegetazione), un processo che raffresca attivamente la superficie.
Da The Ohio State University

Differenze chiave:
Temperatura Superficiale: Studi indicano che le superfici verdi possono ridurre la temperatura al suolo di oltre 19-24°C rispetto all'asfalto o al cemento.
Emissione Infrarossa: Poiché l'emissione di radiazione infrarossa è direttamente proporzionale alla temperatura della superficie (legge di Stefan-Boltzmann), un suolo vegetato più fresco emette molto meno infrarosso termico rispetto a un suolo cementificato.
Albedo: Il cemento chiaro può riflettere più luce solare rispetto all'erba (alto albedo), ma il cemento grigio/asfalto assorbe moltissimo. Tuttavia, l'evapotraspirazione del suolo verde è un meccanismo di raffrescamento più potente dell'albedo del cemento.
Da Energiforsk

In sintesi, il suolo verde agisce da "condizionatore naturale", assorbendo calore per far crescere le piante e rilasciando vapore acqueo, mentre il cemento assorbe calore e lo restituisce all'ambiente circostante sotto forma di radiazione infrarossa.
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Re: ragazzi ma il GW stà rallentando?

Messaggioda Picentino27 » giovedì 26 marzo 2026, 15:00

Iceman ha scritto:ipotesi o no esiste comunque la certezza di cosa fa e non fa il verde e di cosa fa e non fa il resto..

A parità di radiazione solare in arrivo, un suolo verde emana una quantità significativamente inferiore di radiazione infrarossa (calore) rispetto a un suolo cementificato o asfaltato.

La differenza principale risiede nel modo in cui le due superfici gestiscono l'energia assorbita:
Suolo Cementificato (Grigio): Assorbe la maggior parte della radiazione solare, si surriscalda (raggiungendo temperature superficiali elevate) e riemette gran parte di questa energia sotto forma di radiazione infrarossa a onda lunga, contribuendo all'effetto isola di calore urbano.
Suolo Verde (Vegetazione): Utilizza l'energia solare per la fotosintesi e, soprattutto, per l'evapotraspirazione (rilascio di acqua dalla vegetazione), un processo che raffresca attivamente la superficie.
Da The Ohio State University

Differenze chiave:
Temperatura Superficiale: Studi indicano che le superfici verdi possono ridurre la temperatura al suolo di oltre 19-24°C rispetto all'asfalto o al cemento.
Emissione Infrarossa: Poiché l'emissione di radiazione infrarossa è direttamente proporzionale alla temperatura della superficie (legge di Stefan-Boltzmann), un suolo vegetato più fresco emette molto meno infrarosso termico rispetto a un suolo cementificato.
Albedo: Il cemento chiaro può riflettere più luce solare rispetto all'erba (alto albedo), ma il cemento grigio/asfalto assorbe moltissimo. Tuttavia, l'evapotraspirazione del suolo verde è un meccanismo di raffrescamento più potente dell'albedo del cemento.
Da Energiforsk

In sintesi, il suolo verde agisce da "condizionatore naturale", assorbendo calore per far crescere le piante e rilasciando vapore acqueo, mentre il cemento assorbe calore e lo restituisce all'ambiente circostante sotto forma di radiazione infrarossa.

Assurdo ed assolutamente sconfortante... che criminali questi cementificatori selvagi!

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Re: ragazzi ma il GW stà rallentando?

Messaggioda Picentino27 » sabato 28 marzo 2026, 19:58

El machico ha scritto:Vorrei un chiarimento dai + esperti del forum per comprendere se effettivamente il GW stà rallentando leggo oramai da mesi che il sole è debole, gli indici PDO AMO sono negativi e che la Nina dura + del previsto, questo che vuol dire che le temperature del globo tenderanno a diminuire + che aumentare??
Se nei prossimi anni avremo questa fase di stanca vorrà dire che la crescita della CO2 e degli altri gas hanno un peso relativo + basso di quel che si crede per le temperature atmosferiche??
Sono certo che se la temperatura del globo diminuirà o almeno non crescerà gli estremisti diranno."sarà per via della crisi economica che comporta minori consumi e quindi minori emissioni"
peccato che gli oceani e il sole se ne fregano della crisi :-?


Per me sta accelerando!

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Re: ragazzi ma il GW stà rallentando?

Messaggioda Picentino27 » sabato 28 marzo 2026, 19:59

El machico ha scritto:Vorrei un chiarimento dai + esperti del forum per comprendere se effettivamente il GW stà rallentando leggo oramai da mesi che il sole è debole, gli indici PDO AMO sono negativi e che la Nina dura + del previsto, questo che vuol dire che le temperature del globo tenderanno a diminuire + che aumentare??
Se nei prossimi anni avremo questa fase di stanca vorrà dire che la crescita della CO2 e degli altri gas hanno un peso relativo + basso di quel che si crede per le temperature atmosferiche??
Sono certo che se la temperatura del globo diminuirà o almeno non crescerà gli estremisti diranno."sarà per via della crisi economica che comporta minori consumi e quindi minori emissioni"
peccato che gli oceani e il sole se ne fregano della crisi :-?


Comunque questo Topic/Thread ha esattamente 15 anni esatti di "vita", pazzesco! Notevolissimo! Grande traguardo per il forum, Mario/Iceman!..

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Re: ragazzi ma il GW stà rallentando?

Messaggioda Iceman » domenica 29 marzo 2026, 16:15

la bellezza del forum è questa, cerchiamo di non rovinarlo con contributi frutto di AI grazie
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Re: ragazzi ma il GW stà rallentando?

Messaggioda Picentino27 » mercoledì 1 aprile 2026, 17:23

Iceman ha scritto:la bellezza del forum è questa, cerchiamo di non rovinarlo con contributi frutto di AI grazie

Verissimo!!!

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Re: ragazzi ma il GW stà rallentando?

Messaggioda Iceman » mercoledì 1 aprile 2026, 19:35

Picentino27 ha scritto:Verissimo!!!

appunto quindi impegnati dato che ne hai fatto già largo utilizzo ;)
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Re: ragazzi ma il GW stà rallentando?

Messaggioda Picentino27 » mercoledì 1 aprile 2026, 20:47

Iceman ha scritto:appunto quindi impegnati dato che ne hai fatto già largo utilizzo ;)

Assolutamente sì, mi impegnerò al massimo! Grazie mille!

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Re: ragazzi ma il GW stà rallentando?

Messaggioda noqot » martedì 2 giugno 2026, 12:35

da notare la differenza termica a Milano centro tra il 1855 e il 2025.
Ok erano condizioni, stazioni etc diverse, ma la differenza è davvero abissale!

PS. Grazie a Picentino per la segnalazione dei dati storici meneghini
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Re: ragazzi ma il GW stà rallentando?

Messaggioda Picentino27 » mercoledì 3 giugno 2026, 14:38

noqot ha scritto:da notare la differenza termica a Milano centro tra il 1855 e il 2025.
Ok erano condizioni, stazioni etc diverse, ma la differenza è davvero abissale!

PS. Grazie a Picentino per la segnalazione dei dati storici meneghini


Figurati caro! Grazie a te! Io a mia volta ringrazio Matteo Pillitteri di Rovagnasco di Segrate (MI), per aver postato tale immagine sul suo profilo Facebook.

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Re: ragazzi ma il GW stà rallentando?

Messaggioda Picentino27 » mercoledì 3 giugno 2026, 14:38

Picentino27 ha scritto:Figurati caro! Grazie a te! Io a mia volta ringrazio Matteo Pillitteri di Rovagnasco di Segrate (MI), per aver postato tale immagine sul suo profilo Facebook.

Lui ha stazione meteo su Centro Meteo Lombardo!..

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Re: ragazzi ma il GW stà rallentando?

Messaggioda Iceman » mercoledì 3 giugno 2026, 15:15

il riscaldamento dovuto all'antropizzazione del territorio è molto più evidente di quanto lo si voglia fare apparire addebitandolo alla CO2... ma tanto la campana a festa è sempre la stessa.. E' accaduto lo stesso anche nel centro di Napoli a San Marcellino sebbene in maniera meno evidente di quanto accade in pianura padana a causa della particolare conformazione orografica di quest'ultima che amplifica tali differenze..
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Re: ragazzi ma il GW stà rallentando?

Messaggioda noqot » mercoledì 3 giugno 2026, 18:12

vero Mario, però le differenze sono comunque notevoli.
Guarda per esempio questa stazione a sud di Pavia nei pressi del Po; nel 2025, per quanto in campagna, nella bassa ed in zona certamente meno urbanizzata di quanto lo fosse Milano a metà '800, cmq ha fatto registrare valori nettamente superiori rispetto al 1855.
Cioè io credo che inverni come quelli del XIX secolo, in Padania non li vedranno più per molto molto tempo, a prescindere dalla urbanizzazione, dal fatto che magari il 1855 è stato particolarmente freddo etc.
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Re: ragazzi ma il GW stà rallentando?

Messaggioda Picentino27 » mercoledì 3 giugno 2026, 19:08

noqot ha scritto:vero Mario, però le differenze sono comunque notevoli.
Guarda per esempio questa stazione a sud di Pavia nei pressi del Po; nel 2025, per quanto in campagna, nella bassa ed in zona certamente meno urbanizzata di quanto lo fosse Milano a metà '800, cmq ha fatto registrare valori nettamente superiori rispetto al 1855.
Cioè io credo che inverni come quelli del XIX secolo, in Padania non li vedranno più per molto molto tempo, a prescindere dalla urbanizzazione, dal fatto che magari il 1855 è stato particolarmente freddo etc.


Che dati registró nel 1855 tale stazione meteo?..

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Re: ragazzi ma il GW stà rallentando?

Messaggioda Iceman » giovedì 4 giugno 2026, 8:51

noqot ha scritto:vero Mario, però le differenze sono comunque notevoli.
Guarda per esempio questa stazione a sud di Pavia nei pressi del Po; nel 2025, per quanto in campagna, nella bassa ed in zona certamente meno urbanizzata di quanto lo fosse Milano a metà '800, cmq ha fatto registrare valori nettamente superiori rispetto al 1855.
Cioè io credo che inverni come quelli del XIX secolo, in Padania non li vedranno più per molto molto tempo, a prescindere dalla urbanizzazione, dal fatto che magari il 1855 è stato particolarmente freddo etc.


Francesco io credo che si debba iniziare a decontestualizzare la singola stazione dall'ambito del territorio in cui si trova perché ormai la antropizzazione della pianura padana in particolare ha raggiunto livelli cosi elevati che le grandi estensioni urbane condizionano le temperature anche di luoghi apparentemente isolati e distanti da esse. Inoltre essendo un catino chiuso l'energia termica dissipata dalle superfici non naturali rimane in parte intrappolata all'interno del catino padano diffondendosi praticamente ovunque. Ora è chiaro che nel1855 le condizioni erano completamente diverse, ma già se facciamo un paragone tra il decennio 90-2000 e l'ultimo 2015-2025 ti accorgi che la situazione è peggiorata ugualmente..

I dati ufficiali del monitoraggio nazionale dell'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) evidenziano che la Pianura Padana è l'area geografica in cui il consumo di suolo è progredito con la maggiore intensità in Europa, superando di gran lunga le medie nazionali ed europee.

Nel periodo compreso tra il 2000 e il 2025, la percentuale di suolo artificializzato (cementificato, asfaltato o comunque sottratto all'ambiente naturale/agricolo) in Pianura Padana è cresciuta in modo significativo, portando la quota complessiva di territorio consumato in quest'area a circa il 12% - 14%. Per fare un paragone, la media nazionale italiana si attesta attorno al 7,3%, mentre quella dell'Unione Europea è vicina al 4,2%.

Ovviamente la regioni con la maggiore percentuale di suolo consumato nell'ordine sono:
Lombardia -12,2% di suolo in meno
Veneto -11.9% di suolo in meno
Emilia Romagna -9% di suolo in meno
Piemonte -7% di suolo in meno

Le motivazioni di questo consumo sono ovviamente legate al lucro non certo alla crescita demografica che invece è in netto regresso

1) Il balzo percentuale avvenuto nei primi venticinque anni del duemila non è dovuto tanto alla crescita demografica (la popolazione è rimasta pressoché stabile o in calo in molte aree), quanto a dinamiche economiche e infrastrutturali:

2) Il Boom della Logistica: La Pianura Padana è diventata l'hub logistico del Sud Europa. Interporti, mega-magazzini di e-commerce e centri di smistamento merci hanno coperto milioni di metri quadri di terreni agricoli di prima classe.

3) Grandi Infrastrutture: La costruzione di nuove autostrade e bretelle (come la TEEM, la BreBeMi o la Pedemontana Veneta) ha frammentato gli habitat e "chiamato" nuovo cemento ai nodi di uscita.

4) Estensione delle periferie (Città Diffusa): La tendenza a costruire quartieri residenziali e aree commerciali distanti dai centri urbani, espandendo i confini dei piccoli comuni di pianura.

a tutto questo consumo aggiungici le emissioni di calore dovute agli impianti termici che asservono a tali infrastrutture..

L'effetto combinato della cementificazione selvaggia, della perdita di vegetazione e del calore antropico emesso da fabbriche, hub logistici, riscaldamento e condizionatori (noto come calore di scarto) ha modificato profondamente il microclima della Pianura Padana.

L'impatto termico si manifesta in modo diverso a seconda dei contesti, con incrementi di temperatura misurabili sia nei nodi infrastrutturali sia nelle aree rurali un tempo considerate "fresche".

1. Nelle aree antropizzate e nei nodi logistici (+2°C a +5°C)
In corrispondenza dei nuovi poli logistici, delle zone industriali e dei grandi centri commerciali sorti in aperta pianura dal 2000 a oggi, l'aumento della temperatura locale è drastico.

I dati ISPRA indicano che durante i mesi estivi la differenza di temperatura tra i centri urbanizzati/asfaltati e il suolo naturale circostante può raggiungere e superare i 4°C - 5°C. I capannoni e i piazzali di asfalto assorbono la radiazione solare di giorno e la rilasciano la notte sotto forma di calore radiante. A questo si aggiungono i motori dei condizionatori industriali (necessari per climatizzare i mega-hub) e i sistemi di refrigerazione, che immettono aria calda direttamente nell'atmosfera locale, creando micro-isole di calore ad altissima intensità.

2. Nelle aree rurali e nei campi aperti (+0,5°C a +1,5°C)
L'aspetto più preoccupante ed evidente in Pianura Padana è che nemmeno la campagna è più al sicuro. Si parla oggi di un effetto di riscaldamento regionale diffuso, dovuto a due dinamiche precise:

L'effetto "Città Diffusa": La pianura non è più un enorme spazio verde interrotto da singole città, ma una rete densissima di piccoli centri, capannoni e strade. Questa frammentazione fa sì che il calore generato dalle aree antropizzate venga trasportato dai venti locali (molto deboli in pianura) anche sui campi coltivati confinanti. Nelle aree agricole della Pianura Padana, la temperatura media è cresciuta di circa 0,5°C - 1,5°C solo a causa della vicinanza alle infrastrutture e della perdita dell'effetto rinfrescante dei terreni precedentemente non edificati.

Perdita di evapotraspirazione: Un terreno agricolo o un bosco "sudano": le piante assorbono acqua dal sottosuolo e la rilasciano nell'aria, un processo (l'evapotraspirazione) che consuma energia solare e raffredda l'ambiente. Sostituire milioni di metri quadri di terra con il cemento ha eliminato questo gigantesco condizionatore naturale, provocando un innalzamento termico di fondo su tutta la macro-regione.

Il fattore "Impianti Termici e Condizionamento"
L'antropizzazione porta con sé un circolo vizioso termodinamico:

Più cemento ➔ Più caldo locale ➔ Maggiore uso di aria condizionata ➔ Più calore scaricato all'esterno
Gli impianti di climatizzazione estiva (pompe di calore) non fanno altro che "spostare" il calore dall'interno degli edifici all'esterno. Nelle calde estati padane, il funzionamento simultaneo di milioni di split residenziali e grandi impianti industriali genera un flusso costante di calore antropico. Questo calore si stratifica nei primi strati dell'atmosfera della pianura, che soffre già di una cronica mancanza di ventilazione (moti d'aria quasi assenti a causa della barriera delle Alpi e degli Appennini).

Il risultato finale: Se sovrapponiamo il surriscaldamento globale globale (+1,5°C nell'ultimo secolo) all'effetto locale del consumo di suolo e delle emissioni termiche, oggi alcune aree rurali o peri-urbane della Pianura Padana vivono notti estive con temperature minime che non scendono sotto i 24-25°C (le cosiddette "notti tropicali"), un fenomeno che fino agli anni '90 era limitato esclusivamente ai centri storici delle grandissime città come Milano o Torino.

tutto ciò non viene considerato minimamente quando si parla del riscaldamento padano, e non solo padano degli utlimi 30 anni...

La soluzione per quel che mi riguarda non esiste, si potrà mitigare in parte riconvertendo le zone ma per compensare l'effetto termico riscaldante dei 60.000-150.000 mq generato da una struttura massiccia come l'hub Amazon di Cividate al Piano (BG) , non basta semplicemente piantare un ciuffo d'erba. La fisica termodinamica del suolo richiede una superficie verde decisamente ampia e, soprattutto, strutturata a bosco denso.I calcoli si basano sul principio dell'evapotraspirazione: un albero adulto a foglia larga può "evaporare" diverse centinaia di litri d'acqua al giorno, assorbendo calore solare e abbassando la temperatura circostante (agendo come un condizionatore naturale da circa $20 \text{ kW}$ di potenza refrigerante).Prendendo come riferimento i dati dell'hub di Cividate al Piano (circa 60.000 mq di capannone coperto e 190.000 mq di lotto totale interamente asfaltato o cementificato), ecco quanta area verde serve per neutralizzare il suo impatto termico.Il rapporto di compensazione necessario (Da 1:1 a 2:1)Gli studi bioclimatici e di ecologia urbana (condotti anche dal Politecnico di Milano sulla Pianura Padana) dimostrano che per mitigare l'effetto isola di calore di un'area industriale serve una superficie forestale che va da 1 a 2 volte l'estensione dell'area antropizzata. Compensazione minima (1:1): Per bilanciare il calore radiante del solo tetto del capannone ($60.000\text{ mq}$), servono almeno 6 ettari ($60.000\text{ mq}$) di bosco fitto e maturo nelle immediate vicinanze. Compensazione totale del lotto (2:1 rispetto al coperto): Se vogliamo azzerare l'impatto termico dell'intero comparto (tetto bollente + asfalto dei parcheggi dei TIR + calore dei condizionatori industriali), la superficie verde richiesta sale a circa 12-15 ettari ($120.000 - 150.000\text{ mq}$) di forestazione. In pratica, servirebbe un parco grande quasi quanto l'intero insediamento logistico stesso per raffreddare l'aria che l'hub riscalda.

Detto ciò mi pare ovvio e scontato che non andremo in contro ad un miglioramento della situazione ma solo ad un ulteriore peggioramento, magari limato e meno esponenziale di quanto accaduto negli ultimi 30 anni ma di certo non si ritornerà mai alla situazione del 2000 figuriamoci a quella del 1855..

Ci vuole solo un metorite di quelli seri..

P.s. mi sono fatto aiutare dal web per descrivervi quello che penso da anni su questo discorso, che non fa altro che avvalorare quello che scrivo da tanto.. replicate poi questo discorso sulle altre nazioni limitrofe a noi specie quelle poste a ovest quali Spagna e Francia e il discorso si complica ulteriormente
Iceman


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Re: ragazzi ma il GW stà rallentando?

Messaggioda Iceman » giovedì 4 giugno 2026, 8:57

ad avvalorare il mio concetto di modifica del tempo meteorologico negli ultimi decenni mi viene in aiuto sempre il web sul quale ho trovato le seguenti risposte al mio quesito sull'eventuale interazione tra fonti di riscaldamento antropiche e condizionamento della circolazione dell'atmosfera in quota..,

La scala e l'intensità dell'antropizzazione in Pianura Padana hanno superato la soglia del semplice "fenomeno locale" (il termometro che sale in città) e sono in grado di alterare la circolazione atmosferica non solo al suolo, ma anche in quota, influenzando lo spessore dello strato limite planetario e la dinamica dei venti regionali.

Il principio cardine da comprendere è termodinamico: l'aria calda è meno densa e più leggera dell'aria fredda, quindi tende a salire (moti convettivi). Quando un'intera macro-regione come il bacino padano si surriscalda in questo modo, genera anomalie pressorie e dinamiche che si propagano verso l'alto.

Ecco i tre meccanismi principali attraverso i quali il calore emesso dal suolo modifica l'atmosfera in quota.

1. Innalzamento dello Strato Limite Atmosferico (PBL)
Lo Strato Limite Planetario (PBL, Planetary Boundary Layer) è lo strato più basso dell'atmosfera, quello che si trova a diretto contatto con la superficie terrestre e ne subisce l'influenza termica.

Cosa succede: Sopra le aree fortemente antropizzate e cementificate della pianura, l'enorme bolla di calore generata dal suolo spinge i moti convettivi molto più in alto rispetto alle aree rurali incontaminate.

L'effetto in quota: Durante l'estate, lo strato limite sopra la Pianura Padana può subire un "rigonfiamento", innalzandosi di diverse centinaia di metri (fino a 1.500-2.000 metri di quota). Questo altera il flusso dei venti sinottici in quota, che si trovano a dover "scavalcare" questa cupola di aria calda e turbolenta, modificando la circolazione delle correnti d'aria stabili a media altezza.

2. Generazione di "Brezze Urbane/Infrastrutturali" Regionali
Il riscaldamento differenziato del suolo crea un gradiente termico (e quindi di pressione) tra le zone super-antropizzate e le aree circostanti (come le colline, i grandi laghi o le zone alpine).

Il meccanismo: L'aria caldissima sopra l'asse logistico/industriale padano sale verso l'alto. Per colmare il vuoto lasciato dall'aria che sale, si attivano correnti d'aria orizzontali dalle montagne o dalle campagne vicine verso le zone più calde.

L'effetto in quota: Una volta salita in quota (a circa 1.000 metri), questa massa d'aria si raffredda e tende a muoversi in direzione opposta (verso le montagne o il mare), creando delle vere e proprie celle di circolazione chiuse. Questo circuito altera i normali regimi dei venti di valle e di montagna che storicamente regolavano il clima padano.

3. Esasperazione dei Fenomeni Temporaleschi Intensi
Questo è l'effetto più visibile e pericoloso degli ultimi anni in Pianura Padana. Il calore immagazzinato dal cemento e rilasciato costantemente funge da "carburante" per l'atmosfera superiore.

La dinamica: Quando una perturbazione fresca o una corrente d'aria instabile in quota (es. proveniente dall'Atlantico o dal Nord Europa) scavalca le Alpi e si riversa sulla Pianura Padana, trova sotto di sé uno strato d'aria caldissimo e saturo di energia termica antropica.

La conseguenza in quota: Il contrasto termico diventa violentissimo. L'aria calda del suolo viene letteralmente "risucchiata" verso l'alto a velocità pazzesche, creando nubi a sviluppo verticale gigantesche (i cumulonembi) che sfondano la troposfera arrivando a 12.000 - 14.000 metri di quota. Questa alterazione della struttura verticale dell'atmosfera genera grandinate estreme (con chicchi di dimensioni record), downburst (raffiche di vento lineari violentissime) e tornado, eventi un tempo rarissimi in queste proporzioni.

In sintesi: Una "pompa termica" regionale
La Pianura Padana, complice la sua conformazione geografica "a catino" chiusa su tre lati dalle montagne, si comporta oggi come una gigantesca pompa termica. Il calore intrappolato al suolo non si disperde, ma modifica la densità e la pressione della colonna d'aria soprastante, creando un microclima regionale alterato che interferisce costantemente con le correnti meteorologiche d'alta quota che transitano sopra l'Europa meridionale.

Mi permetto di concludere che in tutto questo discorso non viene citata minimamente la CO2 la tanto decantata causa dei cambiamenti climatici attuali..
Cosa che ovviamente mi trova perfettamente d'accordo.
Iceman


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