Stagione degli uragani atlantici, 2017

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Re: Stagione degli uragani atlantici, 2017

Messaggioda leo95nf » domenica 17 settembre 2017, 20:50

Più tardi articoletto ;)
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Re: Stagione degli uragani atlantici, 2017

Messaggioda leo95nf » domenica 17 settembre 2017, 23:03

Uragano Jose

Diario meteorologico

Un'onda tropicale in movimento verso ovest è uscita dalla costa occidentale dell'Africa il 31 agosto. L'onda passò a sud di Capo Verde il 2 settembre con temporali disorganizzati. Tuttavia, le condizioni ambientali hanno favorito uno sviluppo graduale, che ha indotto il NHC ad iniziare a seguire il sistema. All'inizio del 5 settembre il sistema era diventato più organizzato e produsse forti venti tropicali. Più tardi quel giorno, le immagini satellitari indicavano che un centro ben definito si fosse formato, circondato da profonde celle convettive organizzate in una squall-line. Su questa base, il NHC ha battezzato il sistema Tempesta tropicale Jose alle 15:00 UTC del 5 settembre, quando era a 2.420 km ad est delle Piccole Antille. Jose si è progressivamente intensificato in un ambiente favorevole, dovuto alle temperature dell'acqua calde, ad un basso shear e all'umidità abbondante. Il NHC ha classificato Jose allo stato di uragano alle 21:00 UTC del 6 settembre. A quel punto, dopo una decade, vi erano per la prima volta tre uragani attivi nell'Atlantico (Irma, Jose e Katia). La tempesta successivamente è stata soggetta ad una rapida intensificazione. Jose si è poi lentamente indebolito, fino ad arrivare al di sotto della categoria 4 alle 20:00 UTC del 10 settembre. Mentre la tempesta stava assumendo una traiettoria circolare oraria , alle 14:00 UTC del 14 settembre, Jose fu classificato a tempesta tropicale. Mentre la tempesta stava completando tale traiettoria, alle 15:00 UTC del 15 settembre, un aereo di ricognizione ha registrato venti superficiali al di sopra della soglia dell'uragano. Di conseguenza, il NHC ha rielaborato Jose in un uragano di categoria 1. (Tradotto dalla pagina di Wikipedia in inglese, Hurricane Jose)

Jose_2017_track.png
Mappa che mostra il percorso di Jose e la sua intensità aggiornata alle 15:00 UTC del 17/09

Josegoes.jpg
Uragano Jose come appariva al satellite della NASA GOES 13 il giorno 15 settembre.



Status attuale

Situato a circa 563 km a sud-est di Cape Hatteras, alle ore 15:00 UTC di domenica 17 settembre Jose era ancora un uragano di categoria 1. Anche se i venti più forti di Jose sono aumentati da 129 a 145 km/h , l'uragano non mostra alcun segno di rafforzamento dalle immagini satellitari.
Jose si muoverà verso nord nel corso dei prossimi giorni, portandosi entro circa 322-483 km dalle "Outer Banks" nella Carolina del Nord lunedì sera. I forti venti tropicali sono previsti estendersi per non più di 322 km a ovest dal centro di Jose, quindi l'impatto principale sulle "Outer Banks" provocherà alte onde (fino a 5 metri).
Da martedì a mercoledì, è previsto che Jose si porterà verso nord-est su una rotta che lo avvicinerà gradualmente alla costa degli Stati Uniti, dove si presenterà con alte onde e correnti di risacca (*) che aumentano verso nord fino al New England. A questo punto, i venti tropicali potrebbero estendersi fino al New England sudorientale: il NHC dà a Nantucket una probabilità del 35% di venti forti tropicali martedì, ed una probabilità del 30% a Montauk, New York, sulla punta orientale di Long Island. Inondazioni costiere da minori a moderate saranno possibili e diversi centimetri di pioggia potrebbero sfiorare il sud-est del New England.

( * ) Corrente di risacca

Si tratta di un intenso flusso d'acqua causato dal moto ondoso del mare, che si forma davanti alla spiaggia. L'accumulo d'acqua lungo la costa provoca un aumento di pressione, che deve essere compensato da un flusso di ritorno che si dirige dalla riva verso il largo ad elevata velocità, trascinando con sé tutto ciò che incontra. Tali correnti si creano prevalentemente negli specchi di mare davanti alle spiagge sabbiose, soprattutto quando sono delimitate da promontori rocciosi, formando spesso dei canaloni sul fondale che rendono ancora più pericoloso il loro manifestarsi.

Backcomp-it.gif
Processo di formazione di una corrente di risacca.
Backcomp-it.gif (10.5 KiB) Visto 1748 volte


Previsioni a lungo termine

Da mezzogiorno in poi, c'è un grande disaccordo tra i nostri modelli più affidabili circa la traiettoria di Jose. Queste incertezze sulla rotta si basano in parte sulla difficoltà di inquadrare il jet-stream, in rapida evoluzione, che potrebbe viaggiare sulla parte settentrionale degli Stati Uniti e del Canada meridionale verso il Nord Atlantico. Nelle loro corse di domenica delle 00Z, i modelli europei e UKMET prevedono che Jose seguirà una rotta circolare ciclonica di circa 162 km a sud di Long Island, New York. L'UKMET prevede un cerchio più stretto, con Jose che si muove ad ovest verso la costa del New Jersey entro venerdì. Il modello Europeo mantiene il cerchio lontano dalle coste fino ad almeno il prossimo weekend, con un eventuale slancio verso sud, diretto verso la costa della Carolina del Nord. Nel frattempo, i modelli GFS e HWRF mantengono Jose più a est, su un cerchio molto più ampio che condurrebbe Jose al largo delle Bermuda per il prossimo weekend. La previsione ufficiale del NHC è molto più in linea con GFS e HWRF rispetto alle soluzioni dell'Europeo e di UKMET.
La tempesta probabilmente evolverà in una creatura molto diversa da quella che è adesso. Il wind-shear verticale resterà implacabile fino a martedì, cosa che conterrà la forza di Jose. Dopodiché, Jose si muoverà su SST al di sotto dei 26°C, troppo fredde per sostenere lo sviluppo tropicale. Ciò significa che Jose comincerà ad assumere le caratteristiche di una tempesta post-tropicale, con l'avanzare della settimana. Un Jose post-tropicale avrebbe un campo di vento più debole, ma una area spazzata dai venti più ampia, così che le coste dal North Carolina fino al sud del New England saranno per lungo tempo in balia di mareggiate. Se Jose dovesse effettuare ivi il landfall, potrebbe finire per produrre uno storm surge significativo, anche da tempesta post-tropicale.

d1.png
Possibili rotte di Jose secondo il run ensemble del modello Europeo delle 00Z di oggi.

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Possibili rotte di Jose secondo il run ensemble del modello GFS delle 00Z di oggi.


Tempesta tropicale Maria

Le isole del nord-est dei Caraibi colpite duramente dall'uragano Irma si stanno preparando per l'impatto con la Tempesta tropicale Maria, che trasporta con sé venti di 105 km/h, diretta a ovest-nord-ovest ad una velocità di 25 km/h. Allerte uragano sono state diramate su tutte le isole delle Antille Piccole, già sferzate dai venti dell'occhio di Irma all'inizio di questo mese, tra cui Barbuda, St. Maarten/St. Martin e St. Barthelemy e Anguilla. Allerte uragano ed allerte tempesta tropicale sono state diramate su di un'area che si estende verso sud, per comprendere quasi tutta la catena delle isole delle Piccole Antille, e un'allerta uragano è stata diramata per l'isola di Dominica. Maria sarà probabilmente un uragano di categoria 2 o categoria 3 quando passerà sulle Piccole Antille martedì mattina.

Maria è andata incontro a condizioni davvero favorevoli per lo sviluppo durante tutta la giornata odierna. Il wind-shear è molto debole, le SST si sono mantenute molto calde, sui 29-29.5°C, e l'umidità relativa nei medi alti strati dell'atmosfera raggiungeva il 60%. Le animazioni satellitari mostrano che Maria sta sviluppando un'imponente area di forti temporali. Tuttavia, un tentacolo d'aria secca si è avvolto attorno al lato ovest di Maria alla fine di domenica mattina, arrestandone il processo di intensificazione.

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Possibili rotte di Maria secondo il run ensemble del modello GFS delle 00Z di oggi.

d4.png
Possibili rotte di Maria secondo il run ensemble del modello Europeo delle 00Z di oggi.


La cupola di alta pressione che guida Maria si indebolirà tra lunedì e martedì, cosa che costringerà la tempesta a rallentare; la velocità di crociera di domenica mattina di 25 km/h diminuirà a circa 13 km/h dal lunedì mattina fino a martedì pomeriggio. Si prevede un movimento continuo verso ovest-nord-ovest, tuttavia, che porterà il cuore della tempesta in intensificazione nella più settentrionale delle isole delle Piccole Antille verso martedì mattina. Il nostro modello più affidabile circa le traiettorie, ECMWF, prevede una rotta più meridionale per Maria nella sua corsa di domenica mattina, così come il NHC (e la corsa delle 12Z di GFS), supponendo che il centro di Maria passerà sopra il Guadalupe. I nostri altri modelli più affidabili - GFS, UKMET, HWRF e HMON - prevedono una rotta leggermente più a nord, con conseguente colpo diretto su Montserrat e Antigua. Martedì pomeriggio, Maria colpirà le Isole Vergini americane e britanniche, che sono state devastate anche da Irma. Maria passerà molto vicino a Puerto Rico mercoledì e la Repubblica Dominicana giovedì.
Oltre giovedì, il cammino di Maria dipenderà in gran parte da ciò che farà l'uragano Jose. Se Jose starà ancora allontanandosi verso la costa del New England , questo potrebbe contribuire a creare una debolezza nella cupola alto pressoria che sta guidando la tempesta, dando a Maria la possibilità di curvare gradualmente e di evitare la East Coast degli Stati Uniti. Se Jose sarà fuori dai giochi, o se la cupola si ricostruirà a sud, ciò tenderà a mantenere Maria in direzione ovest-nord-ovest, il che potrebbe costituire una minaccia per la East Coast degli Stati Uniti. In entrambi i casi, Maria sarà probabilmente una minaccia per le Bahamas sudorientali e le isole Turks e Caicos verso il weekend.

Immagine

La corsa delle 12Z del modello SHIPS prevedeva che Maria avrebbe avuto condizioni di sviluppo molto favorevoli nei prossimi cinque giorni. L'atmosfera sarà umida, lo shear sarà abbastanza basso, le SST saranno molto calde 29,5°C e il contenuto di calore dell'oceano sarà alto, circa 70 kJ per centimetro quadrato (solo leggermente più basso di quanto l'uragano Irma ebbe a che fare quando esplose in un uragano categoria 5 circa due settimane fa). Queste condizioni dovrebbero permettere il rafforzamento di Maria, ed un periodo di rapida intensificazione è probabile a un certo punto nei prossimi tre giorni. Domenica mattina, due dei nostri modelli di alta affidabilità, HWRF e COAMPS-TC, prevedevano che Maria sarebbe stata uragano di categoria 3 entro martedì mattina, quando si prevede che la tempesta si muoverà attraverso le Piccole Antille. Gli altri modelli ad alta affidabilità- DSHIPS, LGEM e HMON - erano più cauti, prevedendo quindi un uragano di categoria 1 o 2. Data le favorevoli condizioni meteomarine, Maria sarà probabilmente un uragano di categoria 2 o 3 martedì mattina a largo delle Piccole Antille.

ohc_aQG3_2017_260.gif
Contenuto di calore dell'Oceano Atlantico (OHC) previsto al 17/09


Non c'è nulla di concreto nell'ambiente che circonda Maria che ne impedisca il rafforzamento almeno fino a mercoledì pomeriggio, quando l'interazione con Puerto Rico e/o Hispaniola potrebbe smantellare la tempesta.
Entrambi i modelli HWRF e COAMPS-TC nella loro corsa di domenica mattina prevedono che Maria sarà un uragano di categoria 4 mercoledì pomeriggio, e che sarà molto probabilmente di categoria 3 o 4 quando si starà compiendo il suo approccio più vicino a Puerto Rico mercoledì. L'indice di rapida intensificazione del modello SHIPS ha dato a Maria una probabilità del 42% di raggiungere i 65 nodi di intensità nei prossimi tre giorni, che avrebbe portato Maria alla soglia della categoria 4 entro mercoledì. (Tradotto ed adattato da un articolo di Bob Henson, Wunderground)
Allegati
vis-animated.gif
Ultima animazione satellitare nel visibile di Maria.
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Re: Stagione degli uragani atlantici, 2017

Messaggioda leo95nf » lunedì 18 settembre 2017, 23:24

Uragano Maria

Le Isole Sopravvento stanno per sperimentare l'arrivo di un secondo potente uragano nel giro di due settimane, in quanto le spirali esterne dell'uragano Maria in intensificazione (già di categoria 3) sfioreranno le isole. Squall-line e venti in aumento sono già stati osservati questa mattina nell'era dell'aeroporto di Melville Hall su Dominica, che ha misurato venti sostenuti a 40 km/h alle 15:00 UTC di oggi. Una raffica di vento di circa 50 km/h è stata osservata a Guadaloupe alle 15:00 UTC. Le animazioni satellitari e il radar di Martinique e Barbados hanno chiaramente mostrato il piccolo occhio di 19 km di diametro di Marie, circondato da un'imponente serie di bande a spirale con temporali potenti, diretto a ovest-nord-ovest a 16 km/h verso Dominica. L' "Hurricane Hunter" invitato dal NOAA ha rilevato che i venti di uragano di Maria sono confinati in una regione di diametro relativamente ristretta di 48 km intorno all'occhio, ma i venti tropicali della tempesta si estendono 200 km dal centro.

E1.png
Immagine radar di Maria, ore 14:30 UTC di oggi.


Previsioni del percorso

La cupola alto pressoria che sta guidando Maria si è in qualche modo indebolita, e l'uragano dovrebbe muoversi a ovest-nord-ovest a circa 16 km/h per i prossimi quattro giorni. Su questa rotta, il centro di Maria attraverserà Dominica alle ore 00:00 UTC di domani, portando tutta la potenza di Maria su quell'isola. Il servizio meteorologico di Dominica prevede onde di 3-3.5 metri che impatteranno l'isola. Guadalupa a nord potrebbe sperimentare i venti forti dell' eyewall destro e Martinique a sud i venti più deboli dell'eyewall di sinistra. Le Isole Sopravvento devastate dai venti di 298 km/h di Irma due settimane fa - Barbuda, Anguilla, St. Barthelemy, Saint Martin e Sint Maartin - potrebbero mancare l'ennesima estrema devastazione dovuta ai venti di Maria, ma riceveranno ancora pericolose piogge che potrebbero generare inondazioni. E' ancora troppo presto per stabilire se le isole di Antigua, Montserrat, St. Kitts e Nevis, Sint Eustatius e Saba sperimenteranno i venti distruttivi dell'eyewall di destra di Maria.

e2.png
Possibili rotte di Maria secondo il run ensemble del modello GFS delle 00Z di oggi.

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Possibili rotte di Maria secondo il run ensemble del modello Europeo delle 00Z di oggi.


I modelli sono fortemente concordi sulle previsioni circa la traiettoria tra martedì e mercoledì, portando il centro di Maria attraverso le Isole Vergini Americane e Porto Rico tra martedì e mercoledì mattina. Il nostro modello più affidabile circa la traiettoria, l'Europeo, prevedeva una rotta più meridionale per Maria nel suo run di lunedì mattina, così come il NHC. Dato che la rotta di Irma è prevista essere vicina alle Isole Vergini Americane settentrionali, allora Maria avrà il potenziale per un passaggio sopra o vicino a St. Croix - la più meridionale delle Isole Vergini Americane. L'impatto di Maria sulle Isole Vergini Americane e Puerto Rico potrebbe renderla il terzo uragano di categoria 4 a generare danni da miliardi di dollari, oltre ad Harvey ed Irma. Maria passerà molto vicino alla Repubblica Dominicana orientale giovedì e le isole Turks e Caicos venerdì.

Andando oltre giovedì, c'è maggiore fiducia sul fatto che Maria virerà a nord-ovest e poi a nord-nord-ovest, rimanendo ben ad est della Florida, in risposta ad un indebolimento dell'alta pressione che guida la tempesta causato dall'uragano Jose a nord. La previsione per Jose è molto complessa, sia poiché la tempesta sarà in una zona di debole correnti e sia poiché sarà in fase di transizione verso una tempesta extra-tropicale (vedi discussione qui sotto nella sezione Jose). Questa incertezza circa il futuro di Jose fa si che è troppo presto per giudicare quali porzioni della costa orientale degli USA o del Canada potrebbero essere minacciate da Maria la prossima settimana.

Previsioni d'intensità

Maria sta sperimentando condizioni molto favorevoli per lo sviluppo. Il wind-shear è debole, le SST sono molto calde, sui 29-29,5°C e l'umidità relativa nei medi alti strati raggiunge circa il 65%. Il run delle 12Z di oggi del modello SHIPS ha previsto che Maria continuerà ad avere condizioni per sviluppo molto favorevoli nei prossimi cinque giorni. L'atmosfera sarà umidalo shear sarà abbastanza basso, le SST saranno molto calde, circa sui 29,5°C e il contenuto di calore dell'oceano sarà alto, tra i 60 ed i 80 kJ per centimetro quadrato.

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Traiettorie dell'uragano Jose e dell'uragano Lenny del 1999, gli ultimi uragani gemelli che colpirono le Isole Sopravvento nello stesso anno.

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Traiettorie degli uragani Luis e Marilyn nel 1995.


Alla corsa di questa mattina, i nostri tre modelli che prevedono l'intensità (HWRF, HMON e COAMPS-TC) pronosticano che Maria sarà un uragano di categoria 4 tra martedì e mercoledì. Gli altri modelli di massima affidabilità (il DSHIPS e il LGEM statistici) avevano previsioni di intensità minore, ma questi modelli è previsto che aumenteranno l'intensità di Maria. Date le condizioni atmosferiche e oceaniche favorevoli, Maria sarà probabilmente un uragano di categoria 4 martedì o mercoledì e potrebbe diventare un uragano di categoria 5. L'indice di rapida intensificazione preso dalla corsa delle 12Z di lunedì del modello SHIPS dà a Maria una probabilità del 49% di guadagnare circa 56 km/h in intensità dei venti alle 12:00 UTC di martedì, che renderebbe Maria un potente uragano di categoria 4 con venti da 241 km/h. Il modello ha anche dato a Maria una probabilità del 34% di raggiungere lo stato di categoria 5 martedì, e ha proiettato che la massima intensità che l'uragano potrebbe raggiungere sarebbe con venti da 290 km/h.

Uragano Jose

Dal satellite, l'uragano Jose sembra più un noreaster (ciclone extra-tropicale) che un ciclone tropicale, ma è rimasto un uragano di categoria 1 secondo l'ultimo aggiornamento delle 15:00 UTC di oggi. Situato a 426 km a sud-est sud-est di Cape Hatteras, Jose si muove verso nord a 14 km/h con i venti di 121 km/h. Jose continua la sua lunga battaglia con il forte wind-shear che era di circa 65 km/h questa mattina. Quasi tutti gli intensi temporali di Jose si trovano al nord del suo centro, con una banda di temporali pesanti che somigliano ad un fronte freddo che si estende verso sud-est. La struttura interna di Jose è sempre più inclinata a nord in altezza, e le animazioni satellitari mostrano che Jose sta assumendo la forma a virgola tipica di una tempesta extra-tropicale. Martedì, Jose si muoverà verso nord verso SST più fredde dei canonici 26°C che servono a sostenere lo sviluppo tropicale. Dall'altra parte, lo shear su Jose si allenterà più tardi questa settimana, e non ci sono fronti freddi o saccature che avrebbero accelerato la conversione di Jose ad una tempesta di media latitudine. La previsione ufficiale del NHC alle 15:00 UTC prevede che Jose diventerà un ciclone post-tropicale entro giovedì.

Qualunque sarà la sua classificazione, Jose resta ancora una minaccia e potrebbe portare forti raffiche di vento e forti piogge nel sud-est del New England, esposto soprattutto grazie all'asimmetria di Jose che mette i forti temporali a nord del suo centro proprio verso tale regione. I modelli concordano che Jose continuerà a muoversi a nord e a nord-est, e il NHC prevede che il suo centro sarà a circa 322-483 km a sud di Cape Cod entro mercoledì. Un allerta di tempesta tropicale è in vigore per le parti sudorientali di Rhode Island e del Massachusetts, con un allerte anche per le sezioni costiere del New Jersey, di New York e del Connecticut. Le piogge potrebbero avere un totale di 76-127 mm lungo il sud-est del Massachusetts.

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Pioggia prevista sul New England, dovuta all'uragano Jose.


Previsioni a lungo termine

I modelli sono generalmente d'accordo sul fatto che Jose comincerà a percorrere una traiettoria circolare in senso orario (la seconda della sua lunga vita) a sud-est del New England durante la settimana, con Jose che forse tornerà verso ovest verso il weekend. Le previsioni ensemble delle 00Z di oggi di GFS e dell'Europeo mostrano un'ampia gamma di traiettorie dopo che Jose avrà abbandonato tale percorso circolare. Quasi la metà delle simulazioni di GFS e dell'Europeo conducono Jose domenica o lunedì sulla costa orientale degli Stati Uniti, mentre le altre rotte rimangono in mare aperto. Il modello UKMET ha previsto Jose verso ovest entro il lunedì venturo, e il modello HZHF fa fare a Jose un cerchio molto più stretto e più veloce, portandolo verso il New Jersey questo venerdì.

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Possibili rotte di Jose secondo il run ensemble del modello GFS delle 00Z di oggi

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Possibili rotte di Jose secondo il run ensemble del modello Europeo delle 00Z di oggi.


Il lungo peregrinare di Jose nei pressi della costa orientale degli Stati Uniti potrebbe portare maltempo e mareggiate lungo tutto il sud-est della New England per l'ultima parte di questa settimana. La domanda più grande è come Jose potrebbe influenzare la traccia di Maria. Ci sono due possibilità principali:

-Jose (o i suoi resti) produrrà una falla nell'ampia cupola alto pressoria che guida Maria verso ovest-nord-ovest. In assenza di altre importanti correnti, Maria tenderebbe a muoversi verso tale falla, dandole così una crescente componente verso nord al suo cammino entro la fine di questa settimana. Questa è una buona notizia per la East Coast degli Stati Uniti. Se così non fosse, l'alta pressione potrebbe essere abbastanza forte da permettere a Maria di spingersi verso ovest-nord-ovest.

- Se Jose riuscirà a resistere come un ciclone post-tropicale durante la settimana prossima, Maria potrebbe avvicinarsi abbastanza da produrre l'effetto Fujiwhara, dove due cicloni vicini all'altro ruotano in senso antiorario intorno ad un punto comune tra loro. Anche questa sarebbe una buona notizia per la costa orientale, dato che l'effetto Fujiwhara tenderebbe a spingere Maria lontano dalla costa, verso nord.

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Rappresentazione dell'effetto Fujiwhara come potrebbe accadere tra Jose e Maria all'inizio della prossima settimana, basato sulla corsa delle 00Z del modello Europeo di oggi.
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Re: Stagione degli uragani atlantici, 2017

Messaggioda leo95nf » venerdì 22 settembre 2017, 21:29

Uragano Maria

L'uragano Maria ha continuato la sua furia distruttiva durante la mattinata, portando piogge torrenziali e forti venti nella Repubblica Dominicana e sull'isola di Turks e Caicos. Forti piogge dall'uragano hanno inoltre continuato ad affliggere Puerto Rico e le Isole Vergini e, mentre si scrive, tali piogge si stavano diffondendo nel sud-est delle Bahamas.

Le immagini satellitari di questa mattina mostrano che Maria è rimasta ben organizzata, con una vasta area di temporali molto intensi che circondano un enorme occhio ampio 72 km. Anche se l'occhio è diventato pieno di nuvole, gli "Hurricane Hunters" non hanno rilevato alcun cambiamento di intensità di Maria, con la pressione tenuta quasi costante sui 958-960 hPa, e venti superficiali che restano quelli di un potente uragano di categoria 3 (circa 202 km/h). Gli "Hurricane Hunters" hanno inoltre segnalato l'eye-wall si era "spaccato" nel suo lato di sud-ovest, probabilmente a causa di uno shear moderatamente alto di 30-40 km/h, dovuto ai venti forti nell'alta atmosfera da sud-ovest. Questo shear sta mantenendo l'intensificazione di Maria a bada.

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L'uragano Maria come appariva il 21 settembre dalla Stazione Spaziale Internazionale


Impatto sulle isole Turks e Caicos

All'inizio della giornata odierna, Maria è transitata a circa 56 km ad est di Cockburn Town (popolazione 3.700), la capitale delle Isole Turks e Caicos. Cockburn Town ha ricevuto il colpo secco dell'eye-wall occidentale di Maria (quello più debole), e probabilmente ha subito gravi danni da quella che potrebbe essere stata una violenta tempesta di categoria 2. Cockburn Town ha anche ricevuto gravi danni dall'uragano Irma due settimane fa. Più a ovest, una stazione meteo privata su Providenciales ha registrato una raffica di vento di 92 km/h questa mattina, quando il centro di Maria ha fatto il suo passaggio più vicino, a circa 160 km ad est.

Impatto sulla Repubblica Dominicana

Maria ha colpito la Repubblica Dominicana settentrionale duramente con piogge torrenziali e forti venti tra la notte di giovedì e la mattina di oggi, non appena l'uragano è transitato a circa 80-160 km a nord dell'isola. La tempesta ha ucciso due persone e lasciato un disperso nella Repubblica Dominicana, e circa 140.000 persone sono rimaste senza corrente. Una raffica di 103 km/h è stata registrata a Punta Cana, sulla punta orientale della Repubblica Dominicana nella mattinata di ieri, e venti di 60 km/h con raffiche fino a 64 km/h si sono registrate a Puerto Plata durante la serata di ieri. Intense squall-line provenienti da Maria continueranno a colpire la Repubblica Dominicana durante la giornata odierna.

Previsioni per Maria

I modelli sono in stretto accordo sul fatto che Maria continuerà a muoversi verso nord-nordovest, curvando gradualmente verso nord, su un percorso piuttosto lento attraverso l'Atlantico nord-occidentale. Un forte wind-shear di 40 km/h agirà da freno alla furia di Maria per i prossimi due-tre giorni, quando poi Maria incontrerà la fredda scia lasciata da Jose, in modo tale che possiamo aspettarci che Maria si indebolirà gradualmente. Il NHC prevede che Maria sarà un uragano di categoria 1 mercoledì prossimo, quando sarà situato ad un paio di centinaia di chilometri ad est delle Outer Banks della Carolina del Nord.

Il cono di incertezza a 5 giorni si trova appena ad est delle Outer Banks (NC), e circa il 5-10% delle simulazioni della previsione ensemble delle 00Z di oggi di GFS e dell'Europeo portano Maria nelle due Carolinas. Questi numeri non sono aumentati rispetto a ieri, e il verdetto unanime tra i nostri modelli più prestigiosi sembrerebbe quello di una permanenza in mare di Maria, il che è un ottimo segno. Tuttavia, un landfall in North Carolina o lungo la costa degli stati del Medio Atlantico è ancora una possibilità, anche se c'è una possibilità più sostanziale che Maria farà faccia landfall nelle Province marittime canadesi, in particolare Labrador e Terranova, come una tempesta tropicale o un intenso ciclone post-tropicale. Circa un terzo delle simulazioni della previsione ensemble del modello Europeo delle 00Z di oggi indicava un landfall nelle Provincie marittime.

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Piogge previste in pollici per le isole di Porto Rico, Saint Croix e Saint Thomas/Saint John.


Tempesta post-tropicale Jose

Il sistema, davvero molto longevo, è stato riclassificato dal NHC come Ciclone post-tropicale Jose nella notte di ieri. I 16,5 giorni di Jose come un ciclone tropicale lo hanno reso il settimo sistema più longevo mai osservato in Atlantico, da quando esistono le osservazioni satellitari (1966), secondo quanto detto da Phil Klotzbach (Colorado State University). Jose è arrivato davvero vicino al record di 21,25 giorni detenuto dall'uragano Ginger (1971).

Alle ore 15:00 UTC, Jose era situato a circa 193 km a sud-sud-est di Nantucket, Massachusetts, mentre si muoveva verso sud-ovest a soli 3 km/h. I venti di Jose sono scesi a 72 km/h e i temporali sono diventati ancora più radi, limitati principalmente a poche celle sul suo lato sud-ovest. Un avviso di tempesta tropicale è rimasto attivo per le isole a sud-est del New England. La zona ha ricevuto le sue raffiche di vento più potenti nella notte di ieri, tra cui si segnalano i 100 km/h raggiunti a Nantucket e ad Aquinna, e i 98 km/h raggiunti su Block Island, nel Rhode Island. Le piogge sono cadute copiose: Nantucket ha ricevuto 152 mm a partire dal tardo giovedì, con piogge leggere che continuavano ancora stamattina. Jose si prevede che continuerà alla deriva verso ovest, influenzato in parte da Maria, prima di degenerare in un'onda tropicale ad inizio della prossima settimana.

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Sminuito dall'uragano Maria e dalla tempesta post-tropicale Jose, una piccola aera di bassa pressione nell'Atlantico Centrale potrebbe diventare un ciclone nei prossimi giorni.


Altri sistemi attivi

La tempesta tropicale Lee si è dissipata lunedì scorso, ma potrebbe formarsi un ciclone tropicale da alcuni dei suoi resti nel corso dei prossimi giorni o giù di lì. Philippe Papin (Università di Albany/SUNY) ha richiamato l'attenzione giovedi notte per un piccolo spin-up lungo una zona allungata di bassa pressione che si estende a nord dal vecchio centro di Lee. La formazione di squall-line era evidente con rovesci e temporali intorno a questa figura, ha osservato Papin questa mattina. I dati del radar ASCAT mostravano una circolazione depressionaria con venti di 32-35 km/h centrata ai 29°N, 49°W, che faceva rotta lentamente verso nord. Il wind shear nella zona di tale sistema è di circa 20-30 km/h, ma una grande zona di shear più debole si trova solo poco a nord, con SST di circa 28°C (circa 1°C sopra la media) più che adeguate per lo sviluppo. In un aggiornamento speciale delle 12:00 UTC,il NHC ha dato questa a questo sistema una probabilità del 30 per cento di diventare almeno una depressione tropicale per domenica e un 40 per cento di probabilità per mercoledì. Date la favorevole condizioni, ci permettiamo di aumentare un po' queste probabilità: 50 per cento per domenica e 70 per cento per martedì. Se questo sistema si svilupperà ed il NHC lo considererà nato dai resti di Lee, prenderà il nome di Lee; altrimenti, sarà chiamato Nate. (Tradotto ed adattato da un articolo di Bob Henson, Wunderground)
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Re: Stagione degli uragani atlantici, 2017

Messaggioda leo95nf » sabato 23 settembre 2017, 23:02

Uragano Maria

Ancora una tempesta di categoria 3 sabato, l'uragano Maria sta avanzando verso nord lontano dalle Bahamas su un percorso che potrebbe influenzare parti della costa orientale degli Stati Uniti la prossima settimana. Maria ha colpito le Isole Turks e Caicos all'inizio di venerdì, con il suo eye-wall occidentale che è passato per la capitale, Cockburn Town. Per la prima volta in diversi giorni, Maria non pone alcuna minaccia immediata di landfall. Alle 15:00 UTC, Maria era situata a circa 515 km a est di Nassau, Bahamas, in movimento verso nord-nord-ovest a 13 km/h. I venti più forti di Maria sono scesi a 185 km/h, il che pone la tempesta appena sopra il confine tra categoria 2 e categoria 3.

Maria non appariva come il solito uragano simmetrico nella notte di venerdì, ma dalle immagini satellitari si intravedeva una tempesta spaventosamente più violenta. Temporali molto forti (celle convettive) stanno avvolgendosi attorno all'occhio di Maria, ampio ben 56 km. Come avviene in genere per gli uragani in movimento, l'area spazzata dai venti di Maria è in fase di espansione. I venti da uragano ora si estendono fino a 97 km dal centro di Maria, mentre i venti tropicali si estendono su di un'area di circa 322 km a nordest del centro. Maria è riuscita a respingere il forte wind-shear di circa 30 km/h, con l'aiuto della sua struttura ben organizzata e SST molto alte di 29-30°C.

Il pericolo per la costa orientale statunitense aumenta

Le probabilità che la costa orientale degli Stati Uniti vedrà impatti diretti con Maria la prossima settimana sono aumentate venerdì. I nostri modelli principali circa le traiettorie degli uragani (UKMET, l'Europeo, GFS e HWRF) sono d'accordo sul fatto che Maria continuerà ad avanzare verso nord per i prossimi cinque giorni. Tuttavia, ciò che più conta è che ognuno di questi modelli ha shiftato verso ovest la probabile traiettoria a 4-5 giorni, il che significa che i modelli prevedono che Maria potrebbe finire entro 161-322 km dalle Outer Banks della Carolina del Nord prima di una virata verso est che la porterà verso il mare.

La chiave di lettura per stilare una tendenza circa l'avanzamento verso sinistra della tempesta è la presenza di una circolazione depressionaria chiusa alle alte quote (Upper Level Low), localizzata lungo gli Stati Uniti sud-orientali. Maria percorrerà la sua strada verso nord camminando lungo un sentiero tra questa figura depressionaria e una cupola di alta pressione attraverso l'Atlantico Nord-occidentale. Si prevede che tale depressione diventi più compatta e che si muova verso la Florida nei primi giorni della prossima settimana. A seconda di come evolverà tale figura barica e da quanto velocemente Maria si muoverà, è possibile che la tempesta possa ruotare attorno al lato nord-est della saccatura il che le darebbe una possibilità di avvicinarsi alla East Coast. Più tardi, durante la prossima settimana, una saccatura ancora più forte condurrà Maria verso nord-ovest, lontano dalla costa.

g1.jpg
Una debole saccatura alle alte quote (250 hPa) lungo gli Stati Uniti sud-orientali giocherà un ruolo chiave nel definire la futura traiettoria di Maria.


Insieme a queste due figure, si registra inoltre un potente campo alto-pressorio a Nord di Maria, che porterà temperature simil estive nella maggior parte degli Stati Uniti nord-orientali. Questo anticiclone agirà da freno al veloce avanzamento in avanti di Maria. La posizione di Maria tra cinque giorni, secondo la previsione del NHC, è di soli 966 km rispetto quella attuale, il che equivale ad una velocità di avanzamento di 16 km/h.

Se Maria si dovesse muovere più rapidamente del previsto, potrebbe avere una migliore probabilità di ruotare attorno alla saccatura presente alle alte quote, e avvicinarsi alle Outer Banks in anticipo rispetto alla sua virata verso destra che le farà raggiungere il mare. In questo caso, il passaggio più vicino al North Carolina potrebbe arrivare prima - forse non appena mercoledì, piuttosto che giovedì o venerdì, come suggerito da alcune simulazioni della previsione ensemble dell'Europeo. Come mostrato di seguito, circa il 30-40% delle simulazioni della previsione ensemble del modello Europeo e di GFS (corsa delle 00Z di oggi) portano Maria nella East Coast degli Stati Uniti, soprattutto attraverso la North Carolina orientale. Una rotta appena in mare aperto sembra ancora più probabile, ma a questo punto non possiamo escludere la possibilità di un landfall negli USA, durante la seconda metà della prossima settimana. Maria potrebbe continuare a minacciare parti delle Province Marittime canadesi verso il prossimo fine settimana.

G2.png
Previsioni ensemble circa le probabili traiettorie di Maria, corsa delle 00Z di oggi del modello GFS.

G3.png
Previsioni ensemble circa le probabili traiettorie di Maria, corsa delle 00Z di oggi del modello Europeo.


Previsione di intensità per Maria

Maria continuerà ad attraversare acque molto calde durante il fine settimana, con un contenuto di calore oceanico abbastanza alto da ridurre la possibilità che tali acque si raffreddino velocemente. Il wind-shear calerà a circa 20 km/h, che insieme all'acque calde contribuiranno a dare a Maria una forza maggiore tale da farla arrivare ad una tempesta al confine tra la categoria 3 e la categoria 4. Con il passare del tempo, la maggior parte della circolazione passerà sulla scia di acqua più fredda lasciata da Jose. Ciò dovrebbe produrre una graduale tendenza all'indebolimento, anche se Maria è ancora prevista essere uragano di categoria 1 giovedì. Lo shear dovrebbe essere di circa 20-30 km/h per la maggior parte della prossima settimana, che è moderatamente forte ma non sufficiente per distruggere un uragano ben organizzato come Maria. Se il percorso di Maria continua a tendere verso ovest, manterrà il più della circolazione sulle acque calde della Corrente del Golfo e lontano dalla scia di Jose, il che aiuterebbe Maria a mantenere la sua intensità.

Indipendentemente dalla rotta esatta di Maria, l'uragano sicuramente porterà con sé un lungo periodo di mareggiate crescenti, con onde molto pericolose e correnti di risacca, lungo la parte sud-orientale della costa degli Stati Uniti, che si estenderà fino alle coste del medio Atlantico la settimana prossima.

g4.png
Estensione dei venti tropicali nella previsione a cinque giorni, valida fino alle 12:00 UTC del 28 settembre.
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Re: Stagione degli uragani atlantici, 2017

Messaggioda leo95nf » mercoledì 11 ottobre 2017, 21:06

Tempesta tropicale Ophelia

k1.png
Immagine nel campo del visibile di Ophelia, alle ore 16:45 UTC di oggi


La tempesta tropicale Ofelia ha continuato la sua scalata graduale verso lo stato uragano durante la giornata di oggi, ancora lontano dalla terra. A partire dalle 15 UTC di oggi, i venti di Ophelia hanno raggiunto i 113 km/h, poco meno della forza di un uragano. La tempesta è situata nell'Atlantico centrale quasi 1288 km a sud-ovest delle Azzorre, e viaggia verso est alla velocità di 5 km/h. Da domani, è probabile che Ophelia sia la decima tempesta tropicale a diventare un uragano. Solo altri tre anni hanno visto dieci uragani atlantici consecutivi: 1878, 1886 e 1893.

Ofelia sembrava più organizzata che mai dal satellite di stamattina, con un occhio distinto circondato da un campo moderatamente grande di rovesci e forti celle temo-convettive. Tuttavia, Ofelia è un sistema "freddo", con una convezione che è abbastanza ben organizzata, ma non particolarmente intensa. Questo a causa di SST calde appena a sufficienza per sostenere lo sviluppo tropicale (intorno ai 26°C), unito al fatto che gli alti strati atmosferici sono insolitamente freddi per questo periodo dell'anno. Il risultato è quello di avere abbastanza instabilità atmosferica da sostenere la convezione, ma con updraft più deboli data la situazione "più fresca" a tutte le quote.

k2.png
Previsioni per Ophelia del NHC


Anche se Ofelia è una tempesta insolita, la previsione è abbastanza semplice. Lo shear rimarrà introno ai 20-40 km/h durante tutta la giornata di venerdì, secondo la corsa odierna delle 12Z del modello SHIPS. Le temperature della superficie del mare scenderanno gradualmente lungo il cammino di Ofelia, anche se resteranno vicine o superiori ai 26°C fino a venerdì. Anche queste SST marginalmente calde sono di circa 1°C sopra la media per la metà di ottobre. Con l'ambiente circostante che si tiene abbastanza costante, Ofelia dovrebbe essere in grado di raggiungere la forza di uragano durante le prime ore di giovedì. Il NHC prevede che Ofelia manterrà la categoria 1 fino al fine settimana, a quel punto si prevede di transizione in una potente tempesta post-tropicale con venti simili a quelli di un uragano.

Correnti deboli manterranno Ofelia alla deriva verso est fino a venerdì, quando una depressione atlantica inizierà ad accelerare Ofelia verso est-nordest, curvando infine nord-nordest. Su questa rotta, Ofelia passerebbe vicino o appena a sud di Santa Maria, l'isola più meridionale delle Azzorre, durante la giornata di sabato. La corsa delle 12Z odierna di GFS, prevede che Ophelia transiterà ad appena 97 km da Santa Maria. Supponendo che l'isola rimarrà sul più debole lato sinistro di Ophelia, allora l'impatto del vento sarebbe meno drammatico, ma piogge torrenziali e burrasche sono ancora possibili se Ofelia transiterà abbastanza vicino. Nel database storico degli uragani del NOAA, solo 11 uragani sono passati entro circa 322 km dalle Azzorre. Ognuno di questi si è verificato in agosto o settembre.

K3.png
Le possibili rotte di Ophelia in una previsione dei principali modelli che tracciano gli uragani.


I nostri principali modelli di previsione hanno cominciato ad intravedere uno spostamento verso ovest della rotta di Ophelia a partire da sabato. Questo riduce le possibilità che Ofelia possa raggiungere la penisola iberica, ma aumenta il rischio di forti venti che potrebbero colpire l'Irlanda occidentale. Il cono di incertezza della previsione a cinque giorni del NHC sembrerebbe colpire anche l'Irlanda, anche se Ofelia è prevista essere un ciclone post-tropicale a quel punto.
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Re: Stagione degli uragani atlantici, 2017

Messaggioda Ombra84 » venerdì 13 ottobre 2017, 7:12

Ophelia dovrebbe raggiungere le Azzorre in cat2, poi pur mantenendo una certa intensità nel dirigersi verso le coste Irlandesi, verrà aggsnciata dal flusso Atlantico, perdendo le caratteristiche di uragano.
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Re: Stagione degli uragani atlantici, 2017

Messaggioda leo95nf » venerdì 13 ottobre 2017, 22:19

Uragano Ofelia (Cat 2)

i1.png
Immagine MODIS di Ofelia catturata questa mattina. In quel momento Ofelia era di Cat 2. NASA


L'uragano di categoria 2 Ofelia è diretto a est-nordest a 20 km/h verso le isole Azzorre, ed è probabile che porterà venti tropicali ed intensi rovesci sulle Azzorre sabato e sull’Irlanda lunedì. Ofelia ha continuato ad essere impressionate nelle immagini satellitari, con un occhio distinto circondato da una zona moderatamente intensa di forti temporali. Ofelia ha condizioni favorevoli per mantenere la forza dell'uragano, con lo shear che si mantiene sui 30 km/h e le SST sui 26°C.

Ofelia sarà catturata dai venti occidentali questo fine settimana, che accelererà la tempesta verso est-nordest e poi a nord-est. Le SST diminuiranno lentamente e il wind-shear aumenterà tra sabato e domenica, indebolendo la tempesta. Tuttavia, Ofelia inizierà a ricavare energia dai processi non tropicali (baroclini) da questo fine settimana, e dovrebbe essere in grado di mantenere la categoria 1 fino a lunedì, quando si prevede di transizione in una potente tempesta post-tropicale con venti da uragano.

Ofelia passerebbe vicino o appena a sud di Santa Maria, l'isola più meridionale delle Azzorre, durante la giornata di sabato. La corsa delle 12Z odierna di GFS, prevede che Ofelia transiterà ad appena 97 km da Santa Maria. Supponendo che l'isola rimarrà sul più debole lato sinistro di Ofelia, allora l'impatto del vento sarebbe meno drammatico, ma piogge torrenziali e burrasche sono ancora possibili se Ofelia transiterà abbastanza vicino. Nel database storico degli uragani del NOAA, solo 11 uragani sono passati entro circa 322 km dalle Azzorre. Ognuno di questi si è verificato in agosto o settembre.

i2.png
Previsione dei venti dal run delle 00Z del modello Europeo, valido per le 18Z di lunedì.


Ofelia completerà la transizione ad una tempesta tropicale appena fuori le coste dell’Irlanda lunedì mattina. Non appena questo processo sarà in atto, il campo del vento di Ofelia si espanderà, e questo potrebbe arrecare numerosi danni in Irlanda.

I venti inizieranno a soffiare sull’Irlanda lunedì mattina, ma l'impatto reale sarà tra lunedì pomeriggio e la sera. Sono attesi venti sostenuti da sud-est di 55-65 km/h che spazzeranno la costa sud-ovest Irlanda (Munster Province) ed il sud-est Irlanda (Leinster Province.) Lungo la costa. Sono previsti fino a 51 mm di pioggia lungo il tragitto di Ofelia. Una preoccupazione in più per Irlanda può essere lo sviluppo di uno “sting-jet”. Tale fenomeno non è altro che la manifestazione di fortissimi venti della corrente a getto, presenti a circa 3-4 km dalla superfice che poi discendono per un periodo di 3-4 ore. La pioggia che cade nel getto evapora e raffredda, causando un accelerazione dei venti mentre questi raggiungono la terra. Per approfondire questo fenomeno rimando a http://www.meteoweb.eu/2016/04/meteo-di ... li/677628/ e al sito con video allegato del MetOffice https://www.metoffice.gov.uk/news/in-de ... /sting-jet .
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Re: Stagione degli uragani atlantici, 2017

Messaggioda Ombra84 » venerdì 13 ottobre 2017, 22:50

i55 65 kmh mi paiono pochi comunque
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Re: Stagione degli uragani atlantici, 2017

Messaggioda leo95nf » venerdì 13 ottobre 2017, 23:19

In base all'orografia sono attese anche raffiche superiori.Bisogna tener conto anche che appena giunta al largo dell'Irlanda, Ofelia sarà "solo" una tempesta post-tropicale
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Re: Stagione degli uragani atlantici, 2017

Messaggioda Ombra84 » sabato 14 ottobre 2017, 10:00

eh, ma qui in Italia abbiamo raffiche anche fino a 140 orari senza parlare di uragani :)
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Re: Stagione degli uragani atlantici, 2017

Messaggioda leo95nf » sabato 14 ottobre 2017, 10:58

Vero
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Re: Stagione degli uragani atlantici, 2017

Messaggioda noqot » sabato 14 ottobre 2017, 11:19

Raffiche isolate si però lì c'è un vento medio che spira per giorni e giorni senza pause, spaventoso ed inimmaginabile da noi.
Inoltre le raffiche massime che si sentono sui media credo siano quelle delle stazioni ufficiali, siamo sicuri che siano rappresentative di tutte le località colpite? Un pò come se da noi dovessimo basarci solo sui rilevamenti di Capodichino e Grazzanise .. bisognerebbe iscriversi a qualche forum locale a conoscere bene la lingua
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Re: Stagione degli uragani atlantici, 2017

Messaggioda Iceman » sabato 14 ottobre 2017, 11:51

beh sulle nostre cime montuose il vento medio ha valori notevoli anche per giorni.. il Tavola lo dimostra. certo li siamo a livello del mare.. ma cmq secondo il mio personale punto di vista, come al solito si sta enfatizzando eccessivamente una notizia di un uragano che abborda l'Europa cosa già accaduta in passato con danni probabilmente anche più seri di quanto riuscirà a fare questa Ophelia...

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Re: Stagione degli uragani atlantici, 2017

Messaggioda noqot » sabato 14 ottobre 2017, 12:05

in effetti guardando le previsioni odierne, il nucleo tosto dovrebbe restare a mare .. in GB hanno visto di peggio, credo
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Re: Stagione degli uragani atlantici, 2017

Messaggioda leo95nf » sabato 14 ottobre 2017, 12:16

Io ho trovato interessante l'articolo del metoffice sullo sting-jet... credo che sia quello a fare più paura, rispetto alla tempesta in sé. Dalla carta postata da noqot si vede come sia il lato destro quello più pericoloso, come ha fatto notare Bob Henson negli articoli che ho tradotto.
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Re: Stagione degli uragani atlantici, 2017

Messaggioda noqot » sabato 14 ottobre 2017, 17:12

vediamo .. peraltro ci sono varie davis in zona on-line su w.l. dove seguire in diretta l'evento
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Re: Stagione degli uragani atlantici, 2017

Messaggioda Ombra84 » domenica 15 ottobre 2017, 12:51

In termine di raffiche le tempesta nord atlntiche lì fanno ben di peggio ;)
E' questo a cui mi riferivo quando le raffiche a 60 orari le giudico niente di che.
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Re: Stagione degli uragani atlantici, 2017

Messaggioda Picentino27 » lunedì 16 ottobre 2017, 0:12

Ombra84 ha scritto:In termine di raffiche le tempesta nord atlntiche lì fanno ben di peggio ;)
E' questo a cui mi riferivo quando le raffiche a 60 orari le giudico niente di che.

Vento medio a 60 km/h, non raffiche, è diverso :) ;)
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Re: Stagione degli uragani atlantici, 2017

Messaggioda Ombra84 » lunedì 16 ottobre 2017, 7:22

Ecco, già questo, con vento medio 100 orari è notevole più delle precedenti, e preoccupante
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