Una visione di insieme del riscaldamento europeo.

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Una visione di insieme del riscaldamento europeo.

Messaggioda leo95nf » sabato 19 dicembre 2020, 21:39

Vorrei porre alla vostra attenzione un sito interessante https://climatechange.europeandatajournalism.eu/it/

Questo sito mostra l'andamento della temperatura media di circa 100.000 comuni europei, confrontandola con quella degli anni '60.
I dati provengono sia dal database di ECMWF che dalle rilevazioni satellitari dei satelliti europei Copernicus.

Anche se, come mi avete ben insegnato, sono dati estrapolati quindi non proprio accuratissimi, è interessante tuttavia notare come le zone più urbanizzate della nostra regione abbiano registrato notevoli incrementi. Segno che, come ribatito da molti anche qui sopra, è la cementificazione selvaggia che stravolge il clima locare; basti pensare alle inversioni.

Spero che possa nascere un buon dibattito, magari accompaganto dalle serie storiche di alcuni utenti per validare più o meno quanto riportato qui sopra.
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Re: Una visione di insieme del riscaldamento europeo.

Messaggioda Iceman » sabato 19 dicembre 2020, 23:06

Con me Leo, sfondi una porta aperta. Io sono sempre stato un fautore del riscaldamento nei bassi strati dovuti alla cementificazione selvaggia degli ultimi 70 anni.. uno scempio senza fine che si perpetua ancora oggi .. ho saputo che per esempio nel comune di Quarto hanno sbloccato licenze edilizie che erano bloccate da anni ed hanno concesso la costruzione di appartamenti in tanti nuovi terreni ancora vergini o prima coltivati e poi abbandonati.. ormai è un declino inarrestabile oltre che un dramma mondiale questo del consumo di suolo.. più volte in questo forum ho fatto notare come le nostre zone siano state cementificate del 500/600 per cento in più rispetto agli anni 50 ma in Italia vi sono aree come la pianura padana che hanno avuto un consumo di suolo fino al 1000% e oltre nello stesso periodo.. sono dati ispra non inventati da me , rintracciabili in rete ,

https://www.isprambiente.gov.it/files/p ... _20162.pdf

a pagina 21 di questo documento si possono leggere le percentuali di consumo di suolo del 2015 per alcuni comuni italiani nei primi 20 posti ben 11 sono della provincia di Napoli... uno schifo assoluto , gente che per me deve crepare all'inferno. E non mi si venga a raccontare la storiella che è il prezzo da pagare al progresso perchè è stato ampiamente dimostrato che si può progredire anche facendo a meno di questo schifo.
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Re: Una visione di insieme del riscaldamento europeo.

Messaggioda leo95nf » sabato 19 dicembre 2020, 23:38

Interessante Mario questo tuo contributo. E infatti le regioni padane sono quelle con le medie più alte. Credo che anche questo sia una prova di ciò che affermi. Come dice il sito che ho postato, il riscaldamento globale è anche riscaldamento locale.
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Re: Una visione di insieme del riscaldamento europeo.

Messaggioda Iceman » domenica 20 dicembre 2020, 0:12

ovvio, tra l'altro non sono chiare le influenze del riscaldamento dei bassi strati in zone antropiche a livello di circolazione generale dell'atmosfera.. ci sono sicuramente interazioni cosi come avviene con le correnti oceaniche per dirne una. Però non è ancora ben chiaro come interagiscano anche perché se per Nino o una Nina avvengono oceano Pacifico che è un'area non antropizzata da sempre, per le interazioni dovute al consumo di suolo e alla relativa cementificazione i dati e le variabili in gioco si aggiornano di continuo visto che è un processo senza sosta iniziato nei secoli addietro ma che ha avuto un boom dal dopoguerra in poi..
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Re: Una visione di insieme del riscaldamento europeo.

Messaggioda Giglio rosso » domenica 20 dicembre 2020, 9:41

interessante argomento, che va ad avvalorare quello che penso io da trent'anni buoni , tutto iniziò una mattina di novembre del 1988 quando mi accorsi con raccapriccio :D che la neve si era posata nell'orto ma non sul cemento davanti casa :-w
a parte questa nota di colore per me pure questi delinquenti che stanno cementando tutto devono schiattare quanto prima e permanere all'inferno a tempo indefinito-
a proposito di circolazione locale dovuta al riscaldamento dei bassi strati sono anni che mi frulla per la testa che questo persistere di brezze orientali che spesso stanno rovinando le inversioni dalle mie parti ( è cronaca degli ultimi giorni se mi avete letto nel nowcasting ) sia dovuta al differenziale di temperatura aumentato fra la valle caudina e le limitrofe aree ipercementificate della piana casertana-napoletana ( a cui la valle caudina è collegata attraverso la strettoia delle forche caudine) che appunto creerebbe un dislivello pressorio che a sua volta favorirebbe il persistere di questa brezza. spero di sbagliarmi e magari sto dicendo una cavolata.
resta il fatto che è un disastro ambientale tutto cio andrebbe fermato.
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Re: Una visione di insieme del riscaldamento europeo.

Messaggioda Giglio rosso » domenica 20 dicembre 2020, 10:04

p.s. dopo aver letto i dati però mi chiedo a quali fonti abbiano attinto , per Montesarchio ad esempio si evidenzia un aumento di temperatura rispetto agli anni 60 di ben +1,9° gradi, ma riferiti a quale stazione? l'idrografico ha registrato correttamente solo la piovosità e i dati termici ( per quei pochissimi anni in cui sono stati pubblicati ) erano assolutamente inattendibili, altre fonti non ne conosco. poi noto che la maggior parte delle località presenta aumenti standard sui +1,9° o simili.
il sospetto mio è che abbiano esteso i dati delle poche stazioni esistenti a decine e decine di località limitrofe
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Re: Una visione di insieme del riscaldamento europeo.

Messaggioda leo95nf » domenica 20 dicembre 2020, 10:11

Giglio rosso ha scritto:p.s. dopo aver letto i dati però mi chiedo a quali fonti abbiano attinto , per Montesarchio ad esempio si evidenzia un aumento di temperatura rispetto agli anni 60 di ben +1,9° gradi, ma riferiti a quale stazione? l'idrografico ha registrato correttamente solo la piovosità e i dati termici ( per quei pochissimi anni in cui sono stati pubblicati ) erano assolutamente inattendibili, altre fonti non ne conosco. poi noto che la maggior parte delle località presenta aumenti standard sui +1,9° o simili.
il sospetto mio è che abbiano esteso i dati delle poche stazioni esistenti a decine e decine di località limitrofe

Ciao Giglio :)

Come scritto, sono interpolazioni di dati satellitari (almeno per gli ultimi 10 anni). Per questo volevo una conferma dai vostri dati storici, per vedere se l'approssimazione è buona o meno
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Re: Una visione di insieme del riscaldamento europeo.

Messaggioda noqot » domenica 20 dicembre 2020, 10:33

Essendo dati stimati, ovviamente il riferimento alla singola località è poco utile.
In generale, io credo che la terra stia assistendo a due tipi di riscaldamento antropico, il primo è quello dovuto all'urbanizzazione che è più marcato ma anche più circoscritto e facilmente eliminabile; il secondo è quello dovuto ai gas serra, meno clamoroso, ma forse più insidioso perchè con esso si innescano processi difficilmente controllabili ed in grado di influenzare il clima su larga scala.
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Re: Una visione di insieme del riscaldamento europeo.

Messaggioda Giglio rosso » domenica 20 dicembre 2020, 10:36

leo95nf ha scritto:Ciao Giglio :)

Come scritto, sono interpolazioni di dati satellitari (almeno per gli ultimi 10 anni). Per questo volevo una conferma dai vostri dati storici, per vedere se l'approssimazione è buona o meno

ciao leo :D . scusami, faccio mea culpa, ho letto troppo frettolosamente e mi sono sfuggiti alcuni passaggi ^:)^ in effetti la mia stazione registra a norma da pochi anni e i dati che prendevo prima ( dal 1996) non so quanto fossero attendibili in quanto presi con sensori non schermati e su una zona esposta a nordovest della casa. diverse stazioni della protezione civile però registrano dati da circa 20 anni, sono da monitorare quelle e qualcuna anche del servizio agrometeorologico
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Re: Una visione di insieme del riscaldamento europeo.

Messaggioda Iceman » domenica 20 dicembre 2020, 12:35

noqot ha scritto:Essendo dati stimati, ovviamente il riferimento alla singola località è poco utile.
In generale, io credo che la terra stia assistendo a due tipi di riscaldamento antropico, il primo è quello dovuto all'urbanizzazione che è più marcato ma anche più circoscritto e facilmente eliminabile; il secondo è quello dovuto ai gas serra, meno clamoroso, ma forse più insidioso perchè con esso si innescano processi difficilmente controllabili ed in grado di influenzare il clima su larga scala.


Francesco facilmente eliminabile quello antropico nei bassi strati ? secondo me è esattamente il contrario.. più facile semmai eliminare quello dovuto ai gas serra.. quello antropico dovuto alla cementificazione fammi capire come lo risolvi?
una volta distrutto il territorio vergine come lo ripristini? elimini case capannoni strade fabbriche e munnezze varie e ripristini i campi i boschi e quant'altro iddio ci ha voluto donare? mi pare utopia sinceramente
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Re: Una visione di insieme del riscaldamento europeo.

Messaggioda Iceman » domenica 20 dicembre 2020, 12:43

Giglio rosso ha scritto:interessante argomento, che va ad avvalorare quello che penso io da trent'anni buoni , tutto iniziò una mattina di novembre del 1988 quando mi accorsi con raccapriccio :D che la neve si era posata nell'orto ma non sul cemento davanti casa :-w
a parte questa nota di colore per me pure questi delinquenti che stanno cementando tutto devono schiattare quanto prima e permanere all'inferno a tempo indefinito-
a proposito di circolazione locale dovuta al riscaldamento dei bassi strati sono anni che mi frulla per la testa che questo persistere di brezze orientali che spesso stanno rovinando le inversioni dalle mie parti ( è cronaca degli ultimi giorni se mi avete letto nel nowcasting ) sia dovuta al differenziale di temperatura aumentato fra la valle caudina e le limitrofe aree ipercementificate della piana casertana-napoletana ( a cui la valle caudina è collegata attraverso la strettoia delle forche caudine) che appunto creerebbe un dislivello pressorio che a sua volta favorirebbe il persistere di questa brezza. spero di sbagliarmi e magari sto dicendo una cavolata.
resta il fatto che è un disastro ambientale tutto cio andrebbe fermato.


Michele è assolutamente cosi.. le brezze , che sono venti termici dovuti proprio alle differenze di temperatura generate dal riscaldamento o raffreddamento delle superfici terrestri, sono le prime ad essere modificate dalla cementificazione. Il riscaldamento di vaste aree urbanizzate modifica la microcircolazione locale nei bassi strati questo è assolutamente sacrosanto e ben definito.
Esempio Napoli, fino agli anni 50 prima della cementificazione selvaggia della collina vomerese, la notte dai colli scivolava verso la città , già cementificata dai tempi dei greci, aria fresca dovuta all'irraggiamento di tutte le aree verdi circostanti la città che andava ad allietare le notti estive nel centro. Questa brezza oggi è inesistente. Il dato si evince chiaramente dalla serie storica di San Marcellino che essendo in pieno centro urbanizzato da sempre, ha colto in pieno questa mutazione con un aumento delle minime dagli anni 50 in poi di oltre 2° sulle medie... Massime più o meno stazionarie o in lieve incremento a testimonianza di quanto l'assenza di verde a circondare la città abbia influito anche sui valori minimi che venivano rilevati nella città stessa. I dati sono li.. testimoniano questo.

Poi il resto è fuffa, ce ne accorgiamo a pelle come passando per aree verdi le temperature calano vistosamente rispetto a quelle cementificate.. un occhio ai valori minimi di questi giorni inversionali in provincia di Napoli basta e avanza a far capire quale danno termico sulle minime faccia l'urbanizzazione.. 10/12 gradi di differenza tra minime al centro e nelle zone rurali sono qualcosa di sconvolgente.. ma di che dobbiamo ancora discutere..

Per come la vedo io discorso stra chiuso.. poichè la cementificazione continuerà imperterrita in questo paese governato da ignoranti e amministrato da gente senza scrupolo dove l'unica legge che vale è quella del profitto, io mi attendo solo un futuro peggiore di quello attuale.. i dati sono li a testimoniarlo ... sempre peggio anno dopo anno..
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Re: Una visione di insieme del riscaldamento europeo.

Messaggioda leo95nf » domenica 20 dicembre 2020, 13:03

Giglio rosso ha scritto:ciao leo :D . scusami, faccio mea culpa, ho letto troppo frettolosamente e mi sono sfuggiti alcuni passaggi ^:)^ in effetti la mia stazione registra a norma da pochi anni e i dati che prendevo prima ( dal 1996) non so quanto fossero attendibili in quanto presi con sensori non schermati e su una zona esposta a nordovest della casa. diverse stazioni della protezione civile però registrano dati da circa 20 anni, sono da monitorare quelle e qualcuna anche del servizio agrometeorologico

Figurati Giglio! :)
Grazie per gli spunti, mi piacerebbe realizzare un confronto per vedere quanto siano attendibili
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Re: Una visione di insieme del riscaldamento europeo.

Messaggioda leo95nf » domenica 20 dicembre 2020, 13:08

Iceman ha scritto:Michele è assolutamente cosi.. le brezze , che sono venti termici dovuti proprio alle differenze di temperatura generate dal riscaldamento o raffreddamento delle superfici terrestri, sono le prime ad essere modificate dalla cementificazione. Il riscaldamento di vaste aree urbanizzate modifica la microcircolazione locale nei bassi strati questo è assolutamente sacrosanto e ben definito.
Esempio Napoli, fino agli anni 50 prima della cementificazione selvaggia della collina vomerese, la notte dai colli scivolava verso la città , già cementificata dai tempi dei greci, aria fresca dovuta all'irraggiamento di tutte le aree verdi circostanti la città che andava ad allietare le notti estive nel centro. Questa brezza oggi è inesistente. Il dato si evince chiaramente dalla serie storica di San Marcellino che essendo in pieno centro urbanizzato da sempre, ha colto in pieno questa mutazione con un aumento delle minime dagli anni 50 in poi di oltre 2° sulle medie... Massime più o meno stazionarie o in lieve incremento a testimonianza di quanto l'assenza di verde a circondare la città abbia influito anche sui valori minimi che venivano rilevati nella città stessa. I dati sono li.. testimoniano questo.

Poi il resto è fuffa, ce ne accorgiamo a pelle come passando per aree verdi le temperature calano vistosamente rispetto a quelle cementificate.. un occhio ai valori minimi di questi giorni inversionali in provincia di Napoli basta e avanza a far capire quale danno termico sulle minime faccia l'urbanizzazione.. 10/12 gradi di differenza tra minime al centro e nelle zone rurali sono qualcosa di sconvolgente.. ma di che dobbiamo ancora discutere..

Per come la vedo io discorso stra chiuso.. poichè la cementificazione continuerà imperterrita in questo paese governato da ignoranti e amministrato da gente senza scrupolo dove l'unica legge che vale è quella del profitto, io mi attendo solo un futuro peggiore di quello attuale.. i dati sono li a testimoniarlo ... sempre peggio anno dopo anno..
:(


Purtoppo è così Mario. Quando c'era la campagna qui al posto del distributore, quando ci passavo a piedi accanto era un traboccare di aria fredda. Roba da non credere. Purtoppo la direzione è quella che hai descritto; cementificare fino all'ultimo cm^2 di suolo in nome del profitto a breve termine. La stupidità dell'Uomo è quella di non riuscire a ragionare ad ampio respiro...
Sono convinto che una zona verde attrezzata, con chioschi e zone per l'attività fisica, renda più a lungo termine di un distributore puzzolente. Ma purtoppo i costi si ammortizzano prima con il cemento che con l'aggregazione.
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Re: Una visione di insieme del riscaldamento europeo.

Messaggioda sannio_snow » domenica 20 dicembre 2020, 13:53

Ragazzi spunti interessanti, sempre un piacere leggervi.

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Re: Una visione di insieme del riscaldamento europeo.

Messaggioda Iceman » domenica 20 dicembre 2020, 15:20

leo95nf ha scritto:Sono convinto che una zona verde attrezzata, con chioschi e zone per l'attività fisica, renda più a lungo termine di un distributore puzzolente. Ma purtoppo i costi si ammortizzano prima con il cemento che con l'aggregazione.


tutto perfettamente coincidente con il mio pensiero..
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Re: Una visione di insieme del riscaldamento europeo.

Messaggioda verdeirpinia » domenica 20 dicembre 2020, 16:24

:ymhug:
Ultima modifica di verdeirpinia il domenica 20 dicembre 2020, 17:16, modificato 1 volta in totale.
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Re: Una visione di insieme del riscaldamento europeo.

Messaggioda verdeirpinia » domenica 20 dicembre 2020, 16:32

un altra cosa che mi impressiona e che mentre fino a 10 anni fa l inquinamento lo vedevo legato essenzialmente alla citta .... ora andando in montagna vedo che sale molto di piu addirittura fino ai 1200 metri ...

in pratica nn è piu inverione termica ... ma un enorme imbuto di smog che sale sempre di piu verso l alto ...
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Re: Una visione di insieme del riscaldamento europeo.

Messaggioda Blizzard » domenica 20 dicembre 2020, 19:45

Faccio una premessa debita: condivido appieno le vostre considerazioni, che legano la cementificazione al riscaldamento globale e alla modificazione a scala locale delle condizioni microclimatiche. Il microclima è parte integrante del clima in quanto anche i dati relativi ad una stazione ufficiale inglobata in un microclima, anche modificato dalla cementificazione selvaggia o altre attività antropiche, entrano nell’immenso calderone dei dati utilizzati per lo studio delle modificazioni a scala planetaria del clima. Ed evidenzio che anche io sono convinto che sia un fatto molto deleterio per l'ambiente la presenza di processi di cementificazione/antropizzazione selvaggia. Ma ora procedo ad introdurre un punto di vista diverso della problematica.
Forse molti di voi sanno già che io sono un ingegnere civile e che in passato mi sono anche occupato di tecnica delle costruzioni. Con questa mia nota voglio introdurre alcune argomentazioni che credo abbiano attinenza con la tematica della cementificazione. E sono convinto che potrà scatenarsi una discussione molto accesa, ma vi chiedo di non esagerare :p
Orbene, vi propongo ora alcuni concetti di base nel campo delle strutture portanti degli edifici.
Il primo è quello che individua due tipi di strutture, quelle cosiddette in muratura e quelle in cemento armato. Sono due tipologie abissalmente diverse tra di loro. Provo a descriverle sinteticamente.
Le strutture in muratura sono costituite da elementi lapidei (dalle nostre parti regnano i blocchi di tufo giallo napoletano), poggiati uno sull’altro ed uniti tra di loro da prodotti leganti (malte) che, creando un collegamento tra di essi, consentono la trasmissione delle tensioni che nascono a seguito delle sollecitazioni che possono agire sulla struttura (vento, sisma, carichi permanenti, accidentali, ecc.).
Le strutture in cemento armato sono invece strutture che una volta realizzate possiamo considerarle come un insieme unico di elementi, un qualcosa di monolitico, nel quale una trave o un pilastro al primo piano collabora, dal punto di vista strutturale, con tutti gli altri elementi della struttura, anche di quelli all’ultimo piano. Il legante cemento, miscelato con acqua, sabbia e pietrisco, diventa calcestruzzo. Il calcestruzzo ha una modesta resistenza a trazione: per ovviare a questo aspetto, lo si arma con i tondini di acciaio, al fine di conferire una adeguata resistenza a trazione nei punti ove questa sollecitazione è presente.
Un terremoto che ha segnato la storia delle costruzioni in Italia è stato quello dell’Irpinia e della Lucania del 23 novembre 1980, in quanto è stato solo dopo di esso che il legislatore ha preso (finalmente) la decisione di regolamentare, sia dal punto di vista tecnico che amministrativo, il settore delle costruzioni. In Italia, quindi, esiste, in corrispondenza della metà degli anni ’80, un passaggio cruciale (almeno sulla carta): in linea teorica, le costruzioni dopo il 1985 dovrebbero essere state costruite TUTTE con criteri antisismici.
Un altro aspetto fondamentale è il seguente: le strutture in cemento armato invecchiano, termine che tradotto in termini tecnici significa che con il trascorrere del tempo diminuisce la loro capacità di resistere alle sollecitazioni, di qualunque tipo esse siano. Tale calo è particolarmente forte per le strutture in cemento armato precompresso (quelle che spesso vengono usate per i viadotti stradali): in esse è come se l’acciaio che assicura la resistenza strutturale si afflosciasse (fenomeno del rilassamento o, nei casi estremi, dello snervamento), sino a non essere più in grado di rispondere alla funzione strutturale a lui destinata.
Il salto (calo) di resistenza è particolarmente marcato in corrispondenza di un sisma di grande intensità, come quello, per esempio, del novembre 1980. La quasi totalità delle strutture in cemento armato della Campania hanno memoria di questo sisma. E’ come quando uno sportivo subisce un grave incidente: probabilmente guarirà ma il suo recupero probabilmente non potrà essere del tutto completo.
Esistono delle tecniche di consolidamento statico, sia delle strutture in muratura sia delle strutture in cemento armato: quelle che si possono applicare ad una struttura in muratura danneggiata da un terremoto sono più efficaci e più economiche di quelle prevedibili per una struttura in cemento armato.
Non so quanti di voi hanno sentito parlare di sisma-bonus: si tratta di incentivi fiscali estremamente vantaggiosi che vengono offerti dallo Stato a quei condomini che decidono di rinforzare la resistenza dello stabile alle sollecitazioni sismiche, al fine di recuperare quello che si è perso in occasione del sisma del 1980 e nei tanti anni di vita che le strutture hanno oramai sul groppone.
Io, se non esistesse alcuna implicazione ambientale (e se avessi i soldi per farlo), mi progetterei l’edificio dove vivere e ci andrei ad abitare di corsa (ovviamente seguirei con molta attenzione il lavoro dell’impresa che lo realizza :D ). Io credo che se dovesse arrivare il Big One, il grande terremoto che ci si aspetta da un momento all’altro (Regioni maggiormente indiziate di ospitare l’epicentro sono Calabria e Sicilia, e quindi la Campania ne risentirebbe fortemente), le conseguenze sarebbero drammatiche, perché la resistenza strutturale non è più quella degli anni di immediata post-costruzione.
Per concludere: io credo che la cementificazione osservata negli ultimi anni si basa solo in piccolissima percentuale sulla consapevolezza di questa necessità di dover rifondare il nostro patrimonio abitativo in termini di sicurezza strutturale. Si tratta solo di operazioni speculative ma che potrebbero aver portato (l'utilizzo del condizionale è opportuno perché le case potrebbero essere state progettate con criteri antisismici ma essere state realizzate senza rispettare in pieno il progetto) ad un incremento dei livelli di sicurezza in caso di evento sismico rilevante.
L’edificio dove abito, mi vien riferito da voci di corridoio, in occasione del terremoto del novembre 80 risultò fortemente danneggiato; vennero effettuati dei lavori di consolidamento ma se viene un forte terremoto….. mi vedo male combinato.
Io da fatalista quale sono, spero che questo Big One non arrivi mai, e se proprio dovesse arrivare, confido nella buona sorte…. tanto una volta si deve morire x_x

PS: Spero che non ci siano strutturisti praticanti in questo forum, in quanto ho semplificato al massimo i concetti, forse anche troppo. Ho ritenuto di dare comunque alcune informazioni su questa tematica che credo sia utile conoscere, a prescindere da tutto….

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Giglio rosso
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Re: Una visione di insieme del riscaldamento europeo.

Messaggioda Giglio rosso » domenica 20 dicembre 2020, 20:40

Iceman ha scritto:Michele è assolutamente cosi.. le brezze , che sono venti termici dovuti proprio alle differenze di temperatura generate dal riscaldamento o raffreddamento delle superfici terrestri, sono le prime ad essere modificate dalla cementificazione. Il riscaldamento di vaste aree urbanizzate modifica la microcircolazione locale nei bassi strati questo è assolutamente sacrosanto e ben definito.
Esempio Napoli, fino agli anni 50 prima della cementificazione selvaggia della collina vomerese, la notte dai colli scivolava verso la città , già cementificata dai tempi dei greci, aria fresca dovuta all'irraggiamento di tutte le aree verdi circostanti la città che andava ad allietare le notti estive nel centro. Questa brezza oggi è inesistente. Il dato si evince chiaramente dalla serie storica di San Marcellino che essendo in pieno centro urbanizzato da sempre, ha colto in pieno questa mutazione con un aumento delle minime dagli anni 50 in poi di oltre 2° sulle medie... Massime più o meno stazionarie o in lieve incremento a testimonianza di quanto l'assenza di verde a circondare la città abbia influito anche sui valori minimi che venivano rilevati nella città stessa. I dati sono li.. testimoniano questo.

Poi il resto è fuffa, ce ne accorgiamo a pelle come passando per aree verdi le temperature calano vistosamente rispetto a quelle cementificate.. un occhio ai valori minimi di questi giorni inversionali in provincia di Napoli basta e avanza a far capire quale danno termico sulle minime faccia l'urbanizzazione.. 10/12 gradi di differenza tra minime al centro e nelle zone rurali sono qualcosa di sconvolgente.. ma di che dobbiamo ancora discutere..

Per come la vedo io discorso stra chiuso.. poichè la cementificazione continuerà imperterrita in questo paese governato da ignoranti e amministrato da gente senza scrupolo dove l'unica legge che vale è quella del profitto, io mi attendo solo un futuro peggiore di quello attuale.. i dati sono li a testimoniarlo ... sempre peggio anno dopo anno..
:(

speravo mi dessi torto :D comunque devo studiare qualcosa al riguardo, se lo trovo, su internet, il tema merita approfondimenti (mi riferisco alla presenza di brezze innescate su vasta scala su ampiezze prossime o superiori ai 10 km ) non a quelle su microscala a cui ho potuto assistere anche io , e faccio un esempio al riguardo...a volte vado a Benevento di sera specie d'estate , e la via principale ,Corso Garibaldi ,dove c'e l'isola pedonale si trova sul fianco di una collina sulla quale a quote un po piu alte si trova l'area verde della villa comunale, ebbene verso una certa ora sopraggiunge una brezza proveniente proprio da quella direzione ( della villa comunale) che attraversa corso Garibaldi parallelamente alla direzione della strada stessa, sono convinto che ciò sia legato ai discorsi di cui sopra.
cmq bella discussione , molto interessante anche l'intervento di Blizzard.
Non occorre una religione per dirti ciò che è giusto o è sbagliato; Se non sai distinguere il bene dal male non ti manca la religione ma la coscienza.
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Re: Una visione di insieme del riscaldamento europeo.

Messaggioda Iceman » domenica 20 dicembre 2020, 23:17

Giglio rosso ha scritto:speravo mi dessi torto :D comunque devo studiare qualcosa al riguardo, se lo trovo, su internet, il tema merita approfondimenti (mi riferisco alla presenza di brezze innescate su vasta scala su ampiezze prossime o superiori ai 10 km ) non a quelle su microscala a cui ho potuto assistere anche io , e faccio un esempio al riguardo...a volte vado a Benevento di sera specie d'estate , e la via principale ,Corso Garibaldi ,dove c'e l'isola pedonale si trova sul fianco di una collina sulla quale a quote un po piu alte si trova l'area verde della villa comunale, ebbene verso una certa ora sopraggiunge una brezza proveniente proprio da quella direzione ( della villa comunale) che attraversa corso Garibaldi parallelamente alla direzione della strada stessa, sono convinto che ciò sia legato ai discorsi di cui sopra.
cmq bella discussione , molto interessante anche l'intervento di Blizzard.


E' cosi Michele, le micro circolazioni locali fanno miracoli anche nelle strette vie dei centri urbani se sono questi ultimi circondati da verde.

Anche a Napoli lungo il corso vittorio emanuele al mattino presto , dall'area sotto la collina di San Martino e Viale Raffaello, scivola un'arietta fresca che si incanala nei vecchi vicoli che un tempo salivano dai quartieri Spagnoli verso la collina del Vomero. Arietta generata dalle residue aree verdi presenti in queste zone. Pensa quando tutta la collina era verde cosa scendeva giù verso la Napoli antica...
Iceman


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Il freddo unisce il caldo separa...

Ridatemi il febbraio del 1956 ... 2018 c'eravamo quasi...

La neve è neve...la grandine è grandine :-P

Datemi canna albanese vorrei vedere Napoli sepolta dalla neve più che in una città svedese

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