
Angelo aka Terminio-Cervialto manda un "caldo" saluto a tutti voi

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Ed ecco le foto. Con un pò di ritardo sulla tabella di marcia, pronti, partenza, via alle 7:30. Ore 8:15, si passa dal Valico delle Croci con muri di neve laterali alti poco meno di 2 metri e sarà così, se non peggio, fino a Bagnoli Irpino.

Ma poco prima di raggiungere il paese siamo costretti a tornare indietro perchè Vito si accorge di aver perso la custodia della sua fotocamera. Dopo qualche minuto di incertezza sul da farsi decidiamo di fare inversione e per fortuna troviamo la valigetta alle Croci esattamente dov'era caduta, mentre Vito stava cercando di fare qualche foto. Si passa quindi spediti per Bagnoli in direzione Laceno con la neve che su alcune auto ancora immacolate supera senza troppi dubbi i 60/70cm di altezza.
Parcheggiamo l'auto, prendiamo tutta l'attrezzatura e ci infiliamo le ciaspole, si COMINCIA! Ci sono da affrontare 3km in pianura prima di raggiungere il sentiero vero e proprio che ci condurrà alla cima, un quanto la strada per Piano l'Acernese non è spalata. Ci accorgiamo subito che sarà molto più difficile di quanto pensassimo, basta guardare la foto per capire che ad ogni passo il piede va giù tranquillamente non meno di 20cm





Con la frenesia al massimo, facciamo i primi 5/10 minuti sparatissimi. Ma con la neve in quelle condizioni bisogna per forza allentare il passo, altrimenti si rischia di arrivare ai piedi del sentiero vero e proprio già sfiniti. Quindi a testa bassa si procede ad un ritmo meno forsennato.





Questo fino a qualche giorno prima era un abbeveratoio per animali. Altezza del manto intorno ai 150cm

Angelo che sorride mentre si tiene in contatto con alcuni amici

La cima, molto lontana

Ci guardiamo intorno per ammirare lo spettacolo

La neve è altissima e super soffice, era praticamente ancora freschissima. Basta un niente per inciampare e sprofondare. Ovviamente alzarsi da soli in quelle condizioni è un'impresa e ci divertiamo cercando di darci una mano




Cambi regolari in testa al gruppo per affaticarci tutti il meno possibile


Arriviamo ai piedi del Cervialto già con un bel fiatone da recuperare, iniziandoci a chiedere se effettivamente l'impresa si possa compiere. Intanto facciamo un primo taglio per evitare di dover percorrere il giro lungo per partire dal Colle del Leone. Tanto con la neve quasi tutti i tratti diventano praticabili

Occhio all'asta sepolta





Il percorso non è molto regolare e i tratti con scarsa pendenza fanno più male che bene perchè ci fanno stancare senza permetterci di guadagnare metri di dislivello



Angelo che conosce molto bene il Cervialto è sempre pronto a dare qualche indicazione generale.


Qualche particolare.......ghiaccato




É dura, e siamo ancora molto in basso

Ecco che iniziano a presentarsi le prime difficoltà sul percorso che era proseguito regolare fino a quel momento. Non è un traverso impossibile, ma bisogna fare comunque attenzione.



Uno sguardo in basso verso Piano l'Acernese


Si affacciano anche i primi accumuli eolici, siamo intorno ai 150cm oltre l'altezza naturale del manto. Per fortuna c'è spazio a sufficienza per passare all'interno

Pendenza abbastanza importante in questo tratto, che però non è mai proibitiva lungo tutto il percorso. Eccezion fatta per le creste sotto la cima


L'occhio viaggia che è un piacere



L'esposizione del percorso varia continuamente, e con essa anche la quantità di neve in modo facilmente percettibile.

Arriviamo a 1400m in un punto panoramico chiamato la "Torretta". In primo piano il Raiamagra con Piano l'Acernese, in fondo c'è Laceno

Accellica col varco del paradiso

Il paletto con le indicazioni che emerge da un mare di neve


Man mano che si sale le asperità si fanno sempre più insidiose. Iniziamo a farci strada aggirando il sentiero in tratti impraticabili

Qui si gira a sinistra verso il bosco di Filicecchio, diversi Olmi sono presenti in questa zona. Notate l'albero sommerso da oltre 250cm di neve

Non si potrebbe passare, ma riusciamo a superare anche quest'altro ostacolo. Ma la preoccupazione di non poter riuscire a raggiungere la cima diventa sempre più pressante...


...fin quando non si palesa davanti ai nostri occhi in questo modo qui: 3 metri di neve ricoprono tutto, alberi e rami che accasciandosi sembrano rendere impossibile la prosecuzione della nostra avventura

Mi faccio strada nel tentativo di riuscire a superare il groviglio ma lo sguardo ormai, invece che puntare avanti, si rivolge dietro. Anche Angelo ormai con poche speranze si gira verso Vito. Restiamo lì a parlare per 5 minuti fin quando arriviamo alla conclusione: non si può più proseguire, il Cervialto ci ha detto NO a 1600m. Anche se fossimo riusciti a superare quel tratto, poco dopo ce ne sarebbe stato un altro nettamente peggiore.

Si fa strada sui volti il chiaro sentimento di amarezza per aver dovuto battere in ritirata a non moltissima distanza dalla vetta.

Quindi dietro front


La stanchezza ai massimi livelli, l'ora tarda e la preoccupazione per gli altri 3km pianeggianti che ci aspettavano ci hanno fatto optare per un taglio netto del percorso lungo la discesa ove possibile grazie al navigatore

Si arriva al piano con uno spettacolo di colori grazie al sole ormai basso sull'orizzonte


Le gambe, così come tutto il resto del corpo, ormai non reggono più. Si esce dal bosco quando mancano le ultime centinaia di metri prima di tornare all'auto.



Una volta posata tutta l'attrezzatura e con le energie sotto i tacchi passiamo un pò di tempo a rifocillarci al bar la lucciola con cioccolata calda, biscotti e camino.
Al di là della "sconfitta" morale, la giornata è stata in ogni caso stupenda. Io credo che il fatto di aver trovato quel blocco ai 1600m sia stata una fortuna perchè se fossimo riusciti a salire fino in cima con quelle condizioni, il dispendio energetico sarebbe stato così eccessivo da rendere il ritorno un vero e proprio calvario, reso ancor più pericoloso dalla ormai probabile assenza di luce.
L'impresa non è annullata, ma soltanto rimandata....
